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martedì 11 luglio 2017

RECENSIONE “Vado, ma poi torno” di Davide Barigelli - Lettere Animate Editore

“Vado, ma poi torno” il primo romanzo di Davide Barigelli



 Titolo: Vado, ma poi torno
Autore: Davide Barigelli
Editore: Lettere Animate editore
Genere: Narrativa
Formato:Cartaceo
Prezzo: 12,50 euro
Formato:Ebook
Prezzo: 1,49 euro
Pagine: 131
Data di uscita: 14 giugno 2016                Link d'acquisto:
https://www.amazon.it/Vado-poi-torno-Davide-Barigelli-ebook/dp/B01H41PDPE/ref=sr_1_1?ie= UTF8&qid=1495813667&sr=8-1&keywords=davide+barigelli 


Per voi la trama e la recensione

Trama:

Solamente se sei disposto a guardarti dentro, nel tuo profondo, potrai capire davvero chi sei e quale cammino intraprendere nella vita. Non conta quanto tempo ci impiegherai, se sbaglierai, se dovrai “correggere il tiro”, se dovrai fermarti e ripartire, se dovrai cambiare strada, se i tuoi piani saranno sconvolti, sparigliati, scombinati, ma importa se sarai capace di ascoltare la carezza del vento, di farti toccare dal calore del sole, di scrutare l’irruenza del mare, di annusare la grazia della pioggia, di gustare la forza della vita. Conta se, alla fine, sarai capace di osservarti allo specchio e riconoscerti realmente.
Nick è lì e si guarda; ripercorre il suo passato, costruisce il suo presente e pensa al suo futuro; per fortuna non è solo, non lo è mai stato, e questa, insieme ai suoi amici, è l’unica certezza che lo accompagnerà in questo viaggio.



Recensione:

Recensire questo libro mi fa sentire divisa in due: da una parte vorrei comporre un elogio dei buoni sentimenti, dall’altra non posso, volendo dare un giudizio sulla letteratura e non sulla morale, non sottolinearne qualche pecca.
Partiamo dai difetti e vediamo di toglierci subito questo peso. Il libro dal titolo veramente accattivante narra di quattro amici e delle loro vite scandite da un appuntamento annuale che ha avuto inizio quando ancora ragazzini scoprirono tutti insieme l’eccitazione della prima notte fuori di casa, il ritiro in un casolare per un fine settimana. Un modo non solo per staccare due giorni dalle rispettive vite ma anche e soprattutto per rimanere in contatto, anno dopo anno, nonostante la distanza che la vita e le scelte di ognuno ci impongono. I quattro amici, Nick, Tommi, Ale e Jack crescono affrontando ognuno i problemi e i dilemmi della vita quotidiana nella consapevolezza che quel primo week end di aprile è dedicato solo a loro quattro e che durante quelle poche ore possono trovare risposte a problemi e soprattutto a solitudini che li accompagnano durante il resto dell’anno. Questa è, nonostante le ottime intenzioni dell’autore, il primo difetto che ho trovato in questa storia: il libro affronta problemi grandi, ostacoli enormi nelle vite di ognuno dei protagonisti affrontati con, purtroppo, estrema superficialità. Le premesse ci sono, la profondità di argomenti anche, ma la banalità con cui vengono risolte le crisi più profonde francamente toglie spessore alla storia. La critica alla modernità non è supportata da una ricerca né da un approfondimento dei temi e dei sentimenti. Accade tutto troppo velocemente e l’autore non si perde in nessuna spiegazione. I discorsi buoni non cambiano la volontà delle persone, purtroppo non lo fanno mai e quando ci riescono è perché sono stati ripetuti migliaia di volte, senza sosta da persone presenti e costanti nel supporto e nel conforto. Non basta un fine settimana a risolvere i drammi che l’autore fa affrontare ai protagonisti e questa grande pecca di superficialità rovina la sensazione di bontà che aleggia su tutto il libro. La scrittura è piuttosto scorrevole, il racconto è in prima persona, il narratore è Nick che è un po’ anche la guida spirituale del gruppo. I dialoghi peccano di poco realismo, non sono naturali e risultano artefatti e con qualche sbavatura retorica. L’inizio del libro è faticoso, un po’ lento e poco accattivante ma il seguito rende più giustizia alla storia narrata.
Levato il peso delle critiche addentriamoci nelle positività del libro. E’ nel complesso una lettura piacevole dalla quale emergono con prepotenza le esperienze reali dell’autore, cosa questa che non può essere che positiva visto che una delle prime regole della scrittura dovrebbe essere quella di parlare delle cose di cui si ha conoscenza profonda. I temi religiosi trattati e il modo in cui vengono analizzati possono risultare poco piacevoli per chi non ha già di per se Fede considerato che la storia non parla di spirito religioso ma cerca – talvolta non riuscendoci per troppa superficialità – di addentrarsi nelle profondità della Fede Cristiana rapportata alla mercificazione del mondo moderno.  I quattro amici affrontano la loro crescita sbandando, affondando e risalendo in superficie, annaspando fino a che non trovano in Dio una guida, una luce nell’oscurità che li porta ad assaporare l’intensità del grande dono di vita che gli è stato fatto. La storia lancia messaggio positivo, di speranza, di grande umanità, di profonda accettazione della nostra condizione di uomini a servizio di un progetto più grande di noi. Sicuramente una lettura da consigliare a chi è in un momento di difficoltà, un libro che, se anche soffre dei difetti di una scrittura acerba, concede un momento di sollievo dall’affanno della vita frenetica, dagli input materialistici, dalla completa mancanza di spiritualità del mondo che ci circonda.


(Recensione a cura di Pitti)

VALUTAZIONE


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Davide Barigelli

DAVIDE BARIGELLI è nato nel 1984 ad Ancona, dove vive; ha una sorella gemella e due fratelli, più grandi, gemelli; è laureato in Economia del Territorio e del Turismo; da sempre impegnato nell’ambito educativo e sociale, ex-scout.
Questo è il suo primo romanzo.