RUBRICA "I JUST LOVE"

Rubrica a cura di Mihaela


Premessa

Cari tutti oggi vorrei proporvi la creazione di una nuova rubrica dal titolo semplice “I just love” .La rubrica dovrebbe,  uso il condizionale perché molte volte le premesse iniziali non combaciano con le scelte finali, come dicevo prima, occuparsi della letteratura dell’Ottocento. E’ una scelta di ampio respiro in quanto la letteratura Ottocentesca può raggruppare una serie di correnti letterarie a partire dal Realismo, per toccare poi il Romanticismo, il Simbolismo ed il Naturalismo. Gli articoli avranno una cadenza settimanale e presenteranno la mia visione sull’opera di un certo scrittore o poeta dell’epoca sopramenzionata. Sono aperta a dibattiti e pareri in quanto sono sicura che la letteratura susciti opinioni contrastanti.






VENERDI 11 DICEMBRE 2015



RUBRICA "I JUST LOVE...WILLIAM THACKERAY" #5

Ragazzi anche questo venerdì è ormai arrivato e la nostra Mihaela ha oggi deciso di parlarvi di un'altro grande scrittore dell'epoca Vittoriana William Thackeray!!!

I just love…William Thackeray and his novel «  Vanity Fair »!


William Thackray


Oggi mi permetto di dedicare il mio pensiero ad un altro degno rappresentante dell’epoca vittoriana ossia lo scrittore William Makepeace Thackeray.
Il suo romanzo “La fiera delle vanità “ riesce a sorprendere e a dipingere la società vittoriana partendo dai ceti più bassi per poi fermarsi alle alte classi della nobiltà dell’Ottocento inglese. La storia contrappone le due protagoniste principali, Rebecca(Becky) Sharp ad Amelia(Emmy) Sedley.
Le due fanciulle diventano amiche in un istituto dove Amelia, figlia di persone benestanti, riceve un’ottima educazione. Nel ruolo d’ insegnante di francese si ritrova Rebecca Sharp, ragazza orfana, senza possibilità economiche e senza una famiglia. Il legame tra le due è un rapporto di sincera amicizia, almeno per quello che concerne Amelia. Invece Rebecca nutre un sentimento interessato, infatti Rebecca ambisce ad entrare nella famiglia di Amelia a pieno titolo. Vuole a tutti i costi sposare Jos, il fratello di Amelia, un giovane vanitoso e poco attraente. Ma purtroppo Becky deve fare i conti con la dura realtà e con la vita che la mette alla prova.
Non riuscendo nel suo intento di diventare la signora Jos Sedley, Rebecca si vede costretta ad accettare il ruolo di governante delle figlie di Sir Pitt Crawley. Il vedovo nutrirà una passione evidente per la giovane donna. Ma in ombra, Rawdon Crawley, il figlio di Sir Pitt , viene ammaliato e cede al fascino ed alla seduzione di Rebecca. I due si sposano in gran segreto; il che desterà gran stupore ed anche ripercussioni a livello economico. Se inizialmente Rebecca pensa di aver contratto un matrimonio con un uomo ricco, la realtà sarà ben diversa. La zia di Rawdon disereda il nipote proprio in virtù del matrimonio fatto in gran segreto.
Da un’altra parte, nella fiera delle vanità compaiono altri personaggi. Amelia sposa il suo fidanzato George dopo che suo padre ha subito il fallimento della sua attività. In preda alla povertà, Amelia si ritrova a suo fianco un marito che non la ama e che non apprezza il suo modo di essere. Lei è una ragazza docile e dolce che non sa mai ribellarsi al destino che crudelmente le ha tolto tutto. Dopo il fallimento dell’attività dei Sedley, la famiglia di George Osborne taglia ogni tipo di collegamento con i  consuoceri. Così i due neo sposini si ritrovano in povertà e ripudiati. Se a tutto questo aggiungiamo anche la poca considerazione che George nutre per sua moglie; allora il quadro del rapporto coniugale dei due è completo. In disparte al fallimento della giovane coppia assiste William Dobbin, amico di George, che ama Amelia in gran segreto. E’ un amore mai dichiarato, che cresce in sordina.
Il destino delle due protagoniste, Rebecca ed Amelia , si ricongiunge. Rawdon Crawley, il marito di Rebecca, è un colonello e George è un capitano della stessa compagnia. I quattro si ritrovano in Belgio pronti a vivere la vita  da regimento. George si infatua di Rebecca ed è pronto ad abbandonare il nido coniugale per vivere la passione con Rebecca. Però viene chiamato alle armi e morirà sul campo. La vedova Amelia dovrà rimboccarsi le maniche e tirare su il figlio che nascerà dopo la morte del marito. La giovane donna dovrà affrontare i dolori a testa alta e la sua sofferenza sarà infinita.
Al dolore e allo strazio si contrappongono la frivolezza e la falsità con le quali affronta la vita Becky. La donna ambisce ad occupare una posizione sociale di netta importanza. Per questa ragione saprà muoversi nei vari ambienti grazie alla seduzione che saprà esercitare sul Generale Tufto e sul Marchese Di Steyne.
L’ammiccamento, l’ambiguità di certi suoi atteggiamenti propongono Becky Sharp come l’antieroina del romanzo; colei che ambisce ad avere ricchezze e posizione sociale grazie al suo “savoir faire”.
In modo opposto viene dipinta Amelia( Emmy)perché lei subisce in maniera passiva i dolori che la vita le infligge. La venerazione per il defunto marito non le fa capire l’intensità dell’amore che Dobbin nutre per lei.
Rebecca è un essere anaffettivo. Non nutre alcun tipo di sentimento; anche il figlio nato dal matrimonio con Rawdon viene guardato con indifferenza.
Ma in finale, Rebecca deve pagare il suo conto ,la vita non è più clemente con lei. Dopo la fine del matrimonio, il figlio sarà dato in custodia agli zii  e lei si porterà addosso il marchio della vergogna.
Amelia sposerà Dobbin e avrà una figlia. Jos Sedley sposerà anche lui Rebecca ma morirà da lì a poco in condizioni misteriose. Rebecca fa rientro a Londra, ma il suo rientro non è più glorioso.
Le maschere della fiera delle vanità sono dipinte magistralmente da Thackeray. Lo scrittore è riuscito a mettere in primo piano gli sfarzi e le frivolezze del mondo vittoriano dando la giusta interpretazione alle sfumature della sua epoca. Il suo romanzo è uno tra i più conosciuti dell’epoca vittoriana.








VENERDI 04 DICEMBRE 2015



RUBRICA "I JUST LOVE...PAUL VERLAINE" #4

Carissimi, anche questo venerdi, 
per concludere la settimana,
torna la nostra Mihaela con la rubrica "I JUST LOVE..." 
ed oggi ci parlerà del poeta maledetto 
Paul Verlaine!!


I just love…Paul Verlaine!


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Contrariamente a quanto accaduto negli scorsi articoli, oggi voglio dedicare il mio pensiero alla lirica di Paul Verlaine.
Uno dei poeti “maledetti”, insieme a Rimbaud e Mallarmé, Verlaine ha saputo mettere in risalto l’angoscia esistenziale e la malinconia. Sono stata molto combattuta dall’idea di occuparmi di una voce rappresentativa della lirica dell’Ottocento.
 Avrei potuto puntare su Rimbaud o su Baudelaire però il fascino che esercita su di me la lirica di Verlaine è indiscusso.
Nelle sue poesie, l’angoscia esistenziale , la ricerca dell’anima, l’autunno come stagione che predispone l’individuo alla perdizione, la solitudine dell’essere di fronte alla morte, sono dei temi centrali trattati con una sorta di amore e di odio. Il poeta si tuffa nelle viscere della malinconia, fa a pugni con la tristezza, prova a  dare una spiegazione al suo malessere.
 Nella poesia “Melancholia”…” Tout enfant , j’allais rêvant Ko-Hinnor,/Somptuosité persane et papale…”…in questi versi l’io del poeta si tuffa nei ricordi ed il passato porta in superficie la malinconia ed il malessere. “Souvenir, souvenir, que me veux-tu?”
(Ricordo, ricordo cosa mai vorrai da me?).
La domanda posta in chiave retorica mostra l’irrequietezza dell’anima del poeta. Nella poesia “Cauchemar”, Verlaine deve confondersi con il sogno per poter entrare in contatto con il proprio io. “ J’ai vu passer dans mon rêve /Tel l’ouragan sur la grève…” Anche nella poesia “Marine”, Verlaine assiste allo scatenarsi della natura. Le onde inferocite e convulse sbattono contro la scogliera in un tormento che è uguale al tormento del poeta .” L’océan sonore/Palpite sous l’oeil/ De la lune en deuil/ Et palpite encore…” La palpitazione diventa battito ed il battito si trasforma in tumulto. L’occhio vigile del poeta sorprende l’irrequietezza della natura che in un modo o nell’altro diventa parte integrante dell’intera atmosfera.
La notte, l’autunno, la malinconia sono temi che Baudelaire aveva già usato nei suoi componimenti poetici. Verlaine ha nutrito una profonda ammirazione per Baudelaire e allo stesso tempo è stato influenzato dalle diverse problematiche affrontate dal Simbolismo. Forse in maniera più eclatante , nei suoi versi risaltano l’angoscia esistenziale e la crisi dell’essere umano di fronte alla consapevolezza e di fronte all’effimerità della vita. I tramonti, le passeggiate sentimentali ,le serenate sono degli elementi che vengono utilizzati  nei suoi “Poèmes saturniens”.
Le poesie del secondo volume intitolato  “Fêtes galantes” sono forse le poesie più conosciute del noto poeta. E’ un richiamo del Romanticismo con la lirica “Claire de lune” o la lirica “À la promenade”. “ Le ciel si pâle et les arbres si grêles/ Semblent sourire à nos costumes clairs…” Il mondo diventa triste , il cielo di un pallore irriconoscibile ; la vita sembra sempre in bilico . E’ il richiamo della memoria , dei ricordi passati.
Le poesie di “Fêtes galantes” hanno dei personaggi quasi consapevoli del ruolo che devono svolgere ma allo stesso tempo sottomessi accettano le imposizioni dettate dal mondo esterno . La consapevolezza è da ricercare anche negli eventi politico-sociali e culturali che hanno caratterizzato la Francia dell’ Ottocento. E’ un periodo di grande fermento e Verlaine in modo contrastante partecipa alla vita sociale della Parigi dei suoi tempi.
Con “La bonne chanson”, Verlaine canta l’amore, il corteggiamento, la sofferenza e la gioia di una vita alla ricerca di sicurezze affettive. E’ una lirica più articolata, intensa …”le soleil du matin doucement chauffe et dore”…Ci ritroviamo di fronte al sole che riscalda coi suoi raggi l’intero mondo. Non è più il tormento dell’anima ma un apparente calma prima della tempesta finale …”La dure épreuve va finir/Mon coeur , souris à l’avenir”…(La dura prova finirà/Cuor mio al futuro sorriderà…)
L’ultimo volume sul quale mi soffermo è “Romances sans paroles”. Verlaine nel periodo della creazione di quest’opera è segnato dalla breve ma intensa relazione con Rimbaud. I due intrecciano un rapporto che va all’insegna della “sregolatezza di tutti i sensi”. 
Rimbaud e Verlaine sperimentano l’ebbrezza e la perdizione.
I versi di Verlaine accentuano ancor di più la vena malinconica del poeta. Le emozioni ed il vissuto vengono esasperati con l’ausilio di un linguaggio ed una musicalità tipiche di Verlaine.
“Il pleure dans mon coeur/Comme il pleut sur la ville/Quelle est cette langueur/Qui pénètre mon coeur?”.Il pianto del cuore viene associato alla pioggia che scende sulla città; il languore che penetra il cuore del poeta sembra eterno. Niente e nessuno potranno mai colmare il vuoto dell’anima del poeta.

Verlaine è un poeta che adoro e che approfondirei altre mille volte!






                               

VENERDI 27 NOVEMBRE 2015

RUBRICA "I JUST LOVE...CHARLES DICKENS" #3


Carissimi , 

anche oggi torna la nostra Mihaela

con la rubrica "I Just Love..."

Venerdì scorso abbiamo cominciato a parlare di Charles Dickens

 e il suo "Great Expectations", oggi invece abbiamo

deciso di dedicare un piccolo spazio sempre a quest'autore 

con la famosissima opera "Oliver Twist" !!!


I just love Charles Dickens and his 

novel ”Oliver Twist”


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Continuo anche oggi ad approfondire la tematica sociale presente nei capolavori di Charles Dickens, soffermandomi su un altro romanzo ossia “Oliver Twist”.
Lo scrittore ci propone il quadro di una società aristocratica in declino ed il quadro dell’apogeo della miseria e della povertà. 
Dopo la nascita, la mamma di Oliver muore; il neonato viene dato in cura alla signorina Mann che dirige l’ospizio parrocchiale dove crescerà Oliver fino all’età di nove anni. La sua è un’infanzia difficile, fatta di maltrattamenti, violenza inaudita, fame e soprusi; elementi messi in primo piano da una descrizione minuziosa alla quale Dickens presta una particolare attenzione.
Dopo la triste permanenza nell’ospizio degli orrori, Oliver viene affidato al signor Sowerberry che lo assume come apprendista becchino. 
Ma purtroppo le violenze subite costringono il piccolo Oliver alla fuga. 
Il suo viaggio nella capitale inglese equivale alla fuga dalla paura; il bisogno di trovare qualcuno che lo possa accudire ed amare, diventa per Oliver un sogno .
A Londra il suo viaggio finisce nel peggiore dei modi. Viene in contatto con Dodger, un delinquente che gli offre un posto dove dormire e un pasto per sfamarlo. 
Ma il peggio deve ancora arrivare. Oliver si rende conto di essere capitato nel covo dei ladri, dei delinquenti, di coloro che non hanno alcuna morale.
Il capo banda è Fagin; è la mente dell’intera organizzazione criminale; è colui che opera nell’ombra. L’altro personaggio losco, rude, violento, è Bill Sikes.
Lui ha una relazione con Nancy, una giovane del gruppo che prenderà a cuore Oliver e la sua situazione.
Oliver viene costretto a partecipare a un furto e viene fermato dalla polizia. Il signor Brownlow convinto dell’innocenza del bambino e dopo aver ascoltato la sua confessione, decide di dare ad Oliver la possibilità di uscire dal giro dei malviventi. Però la tranquillità del ragazzino verrà minata dal suo coinvolgimento in un altro crimine. Ma anche in questo caso l’apparenza gioca a sfavore di Oliver. Il periodo di serenità vissuto nella casa del Signor Brownlow verrà rimpiazzato da un periodo buio, fatto di angosce, minacce e violenze.
Tutto sembra non avere fine; anche i piani criminali della banda diventano sempre più violenti. Nel tentativo di derubare una casa della proprietà dei Maylies, Oliver è ferito da un proiettile. Ma il suo ferimento sarà la sua salvezza. 
Il ragazzino comincia a raccontare la sua verità, provando a mettere in luce la sua innocenza. Inizialmente diffidenti, i membri della famiglia Maylie cominciano a farsi un’idea ben precisa sull’intera dinamica dell’accaduto. Oliver trova in Rose Maylie una degna sostenitrice della sua innocenza.
Nel susseguirsi delle vicende, una figura importante è quella di Monks, fratellastro di Oliver che ad ogni costo vuole distruggere le prove della nascita di Oliver. Per questa ovvia ragione ha stretto un patto con Fagin in quanto vuole portare il ragazzino sulla strada del crimine .Il padre di Oliver ha lasciato la sua eredità al bambino e Oliver ne potrà trarre i benefici solo se lui non avrà macchiato in alcun modo la reputazione ed il buon nome di famiglia. In caso contrario, l’eredità sarebbe andata a Monks. Perciò l’induzione al crimine è stato un passo concordato e ben programmato.
Ma la verità verrà portata alla luce dall’intervento di Nancy. La giovane donna racconterà la verità al signor Brownlow e a Rose. Purtroppo pagherà con la vita il suo bisogno di redenzione. Nancy vuole redimersi di fronte a tutti i crimini ai quali ha assistito. Bill la uccide però il destino non lo perdona. Anche lui morirà, inseguito dalla folla inferocita.
In finale, si scopre che Rose è la vera zia di Oliver. Sua madre,Agnes Fleming è  stata sedotta da Edward. Rose, la sorella di Agnes è stata adottata dai Maylies. Monks muore in prigione, in America. Signor Brownlow segue Oliver nella sua crescita. Fagin viene condannato all’impiccagione.
 I due gestori dell’ ospizio parrocchiale, i coniugi Bumble, finiranno sul lastrico e la loro sarà una vita in rovina.
Oliver Twist è un romanzo sociale in quanto racconta in maniera molta realista la società ottocentesca, mettendo in risalto le condizioni di lavoro, la miseria , la depravazione e il degrado del ceto basso della società inglese. Sono rappresentate in maniera antagonistica la povertà ed il benessere, il bene ed il male, sorprendendo il disagio ed il crimine, contrapponendoli alla morale ed alla buona educazione; ai sentimenti e alla speranza.
Il mondo corrotto, la povertà d’animo dei personaggi che Dickens ci presenta, sono degli elementi centrali che contraddistinguono le sue opere dalle altre narrative degli altri scrittori vittoriani.
“Oliver Twist” è un capolavoro dickensiano:
“How Mr.Brownlow went on, from day to day, filling the mind of his adopted child with stores of knowledge,and becoming attached to him, more and more, as his nature developed itself…”
L’attaccamento tra i due(Oliver e Signor Brownlow) , l’affetto e la riconoscenza segneranno il finale del romanzo. Il riscatto di Oliver di fronte alla vita molte volte ingiusta con lui, dà quel senso di giustizia compiuta; mette in risalto il trionfo del bene nei confronti del male che attanaglia l’intera società. E’ il riscatto della generosità di fronte al crimine. 






Venerdi 20 Novembre 2015


RUBRICA "I JUST LOVE...CHARLES DICKENS" #2


Carissimi lettori, 

e come ogni venerdì torna la nostra Mihaela

con la rubrica "I Just Love..."

Oggi ci parlerà di Charles Dickens!!!


I just love Charles Dickens and his 

novel ”Great Expectations”






Quest’oggi voglio dedicare il mio pensiero ad un autore molto importante della scena letteraria dell’Ottocento ossia Charles Dickens.
Grande nome della vita letteraria vittoriana, Charles Dickens ha saputo interpretare al meglio le frustrazioni, la crisi economica e soprattutto le sfumature di un’intera epoca storica. Charles Dickens diventa la voce del popolo, la voce dell’ angoscia, la voce dei più poveri, la voce dei dimenticati.
Lo scrittore è un fine osservatore dei suoi tempi, mettendo in risalto le crepe di un sistema corrotto e fallimentare sottolineando l’asprezza delle condizioni di vita dei suoi personaggi. Tant’è vero che molti dei suoi eroi sono delle rappresentazioni fedelissime della società vittoriana Ottocentesca.
Come Balzac,noto esponente del Realismo francese, anche Dickens dà sfogo alla sua creatività ispirandosi all’ambiente circostante ed alla gente comune, che suda e guadagna il suo pane con molta fatica. Il mondo che dipinge Dickens è un universo della sofferenza e del malessere; è l’universo della lotta per la sopravvivenza ; è l’universo dei corrotti e della società borghese nascente e della società aristocratica decadente.
“Great Expectations” è un romanzo narrato in prima persona. La voce narrante è quella di Pip, personaggio centrale dell’intero romanzo .Il piccolo Pip è orfano ed è costretto a vivere con la sorella maggiore. Un giorno prima di Natale, Pip aiuta due detenuti a scappare; Pip in preda alla paura viene costretto ad assistere Abel Magwitch, uno degli evasi . Ma pochi giorni dopo, i carcerati vengono presi e il ricordo di quei momenti accompagna il bambino durante la sua infanzia.
La trama sorprende la crescita di Pip al quale gli si presenta la curiosa opportunità di diventare il compagno di giochi di una bellissima ragazza, Estella, una giovane allevata da Miss Havisham , una nobildonna.
La vita di Pip cambia quando gli viene notificato di essere il fortunato erede di un lascito di nota importanza. Le sue grandi speranze cominciano a concretizzarsi. Pip comincia a sognare. Gli occhi di Estella lo seguono. Ma la ragazza già cresciuta , diventa un’ affascinante giovane donna che sposerà un uomo violento.
“Grandi Speranze” è un romanzo di formazione in quanto segue il percorso, la vita, la crescita e la trasformazione di Pip dall’infanzia fino ai suoi trentacinque anni. Pip è colui che crescendo deve cambiare vita grazie alla fortuna lasciatagli.
Magwitch è colui che vuole cambiare faccia, vuole cambiare nome, vuole ricambiare Pip. L’imponente lascito del quale usufruisce Pip non è altro che la fortuna accumulata da Magwitch durante la sua deportazione in Australia. In questo modo il carcerato vuole mostrare  riconoscenza a Pip per il gesto che in passato il bambino aveva fatto.
Pip lascia la casa dello zio e si trasferisce a Londra. Ma le sue grandi speranze saranno vanificate. Le grandi speranze diventeranno speranze svanite nel fumo. Il contatto con la dura realtà e la verità   costringeranno Pip a rivalutare tutta la sua percezione del passato.
Così decide di dare una possibilità a Magwitch e la vicinanza tra i due mette in risalto un rapporto di affetto e riconoscenza. Magwitch morirà e la sua morte offrirà a Pip lo spunto per un’amara riflessione sulla vita.
I personaggi secondari come la sorella di Pip o Miss Havisham sono delle figure importanti per la narrazione. Miss Havisham, la madre adottiva di Estella è una figura aristocratica decadente. La sua vita è in rovina. La donna in preda alla follia incendia la sua casa e poco dopo morirà pure lei.
La sorella di Pip  è  vittima di un’aggressione messa in atto da Orlick. Dopo un periodo di invalidità, la sorella purtroppo morirà. Ma Pip non prova grande dolore per la scomparsa della sua sorella. Anzì il suo rapporto con il cognato è un rapporto stretto. Di fronte a Joe, Pip riesce a mostrare le sue debolezze, con Joe può parlare, con Joe si può confidare.
“Grandi speranze” dà voce ai più colpiti dalla sorte (l’orfano Pip, l’evaso Abel) e sa raccontare in maniera realista la società vittoriana.
“We are friends”, said I rising and bending over her, as she rose from the bench…”
“I took her hand in mine and went out of the ruined place…”
Il finale del romanzo propone l’incontro tra Estella e Pip, dopo undici anni di separazione. Estella è una donna vedova, Pip un adulto il cui sentimento d’amore per Estella è tramutato in un affetto quasi fraterno.
“Le ho preso la mano nella mia e siamo andati via da quel posto in rovina” è la frase che racchiude il senso dell’intera narrativa.

Charles Dickens è un degno rappresentante del Realismo e i suoi personaggi sono delle figure emblematiche di tutta l’epoca vittoriana.








Venerdi 13 Novembre 2015



RUBRICA "I JUST LOVE... EMILE ZOLA" #1




“I just love Zola and his Germinal”



Stravedo per Zola, per la sua letteratura, per le sue scelte. L’ho sempre amato .Le angosce dei suoi personaggi mi hanno sempre coinvolta.
Mi tornano in mente tutte le note critiche che ho letto riguardanti quest’opera. E non nego che il Naturalismo come corrente letteraria mi ha sempre affascinata.
Il romanzo mette in evidenza la storia della disperazione, la storia dell’immoralità dell’intera società francese. La storia dai contorni complessi ci introduce nella vita di Etienne, giovane operaio che va a trovare lavoro nelle miniere nel  Nord della Francia. Nella piccola cittadina Montsou si scontra con una società crudele, dipinta con dei toni opachi dove la crisi economica e la crisi morale mietono delle vittime. La prima a pagare le spese di una società povera di principi e di morale è proprio Catherine di cui Etienne si era innamorato. La giovane deve sposarsi ed entrare in una vita che la costringe a rinunciare ai propri sogni. E’ il racconto della delusione, dell’abbandono, è la realtà ripresa da una prospettiva quasi simbolista. Il titolo del romanzo racchiude in sé il senso della rinascita della società .La rivolta contro i proprietari della miniera è un segnale della ribellione al destino infausto, una ribellione alle regole di una società al limite dell’umano. La rivolta finisce nel sangue, Catherine muore ed Etienne abbandona Montsou per rientrare a Parigi.
La storia di per sé molto complessa mette a confronto i sentimenti puri di Etienne per la sua amata Catherine e la violenza e l’abuso che Chaval(futuro marito di Catherine) mette in atto. Catherine, vittima di abuso, è obbligata a cedere al matrimonio riparatore proposto da Chaval. E nel racconto, l’occhio acuto dello scrittore porta alla luce i dettagli angosciosi della società francese. La crisi del lavoro ha delle conseguenze sulla crisi esistenziale dei personaggi. Il romanzo sorprende un momento cruciale della Francia di fine Ottocento.
Zola è uno dei miei scrittori preferiti. La sua narrativa piena di tanti spunti di riflessione può indurre il lettore ad approfondire le tematiche del Naturalismo. Non si può non essere partecipi del dramma della disoccupazione, della tragedia dell’amore, della crisi dell’individuo. La società francese viene rappresentata con tutte le sfumature della sofferenza, della disperazione che l’essere umano può sopportare; perché il grado di sopportazione è un indice del grado di dolore. Zola è un maestro delle anime in bilico, dei personaggi in difficoltà. Leggere o rileggere Zola aiuta a decifrare meglio la propria percezione del mondo circostante.


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