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venerdì 23 marzo 2018

Recensione: Teresa Filangieri. Una Duchessa contro un mondo di uomini di Carla Marcone . Scrittura e Scritture

L'esempio di una donna dimenticata dalla storia  


Titolo: Teresa Filangieri.
Una Duchessa contro un mondo di uomini

Autore: Carla Marcone
Editore: Scrittura e Scritture
Genere:  romanzo storico
Prezzo: 4,99
Formato: Cartaceo
Prezzo: 13,50
Pagine: 158
Data d'uscita: 26 ottobre 2017
Link d'acquisto:







TRAMA

All'indomani dell'Unità d'Italia, in una Napoli preda della miseria, dove i bambini poveri
sono abbandonati al proprio destino e le orfane spesso diventano spose raccattate o
suore senza vocazione, una duchessa attraversa i vicoli lerci, bussa alle porte dei bassi
, interroga il popolo per aiutare e non per sedurre con promesse irrealizzabili. In questa
Napoli lazzara di Michele 'o Belzebù, dove l'azzurro degli occhi di Raffaele si sporca
col nero della superstizione della schiena ingobbita del buon Alfonso, Teresa Filangieri
concepisce un progetto ambizioso: far costruire il primo ospedale pediatrico. Deve
però scontrarsi con il mondo degli uomini, quegli stessi, padri e mariti, a cui le donne
ancora appartengono di diritto. Sfida le convenzioni, raccoglie dalla strada gli
scugnizzi, ferite che bisogna cominciare a disinfettare. Carla Marcone mette in scena
una Napoli in cui la storia viaggia per conto proprio, separata nei tempi e nei modi dal
resto d'Italia, dove vivere è una ricompensa e morire spesso è un privilegio, e ridona
luce a una donna dai natali illustri, animata dalla passione civile, dall'amore verso i più
deboli, ma dimenticata dalla Storia.


RECENSIONE


 Bene... i dati li ho messi... la trama pure, il link d'acquisto anche... e le stellette... ah
beh. Eccoci all'acqua! E quante stellette metto per un libro che meriterebbe un
immenso cuore? Forse un fuoco d'artificio. Mumble, devo chiedere alle admin se posso
mettere i fuochi d'artificio. O i cuori... o magari le piume che hanno la stessa
leggerezza delle parole con cui questo romanzo è stato scritto. E chissà se quelle
maghe delle admin lo sapevano che mi avrebbe fatto questo effetto... embè certo, loro
sanno sempre tutto. Perchè assegnarlo proprio a me, che amo il Risorgimento italiano
(sì, lo scrivo con la maiuscola io) e le sue donne tanto da dedicargli tutte le storie che
scrivo? Tanto da leggerne e sognarne la notte. Ebbene, credo che volessero farmi
piangere, ed emozionare, e sognare insieme alla vita di Teresa Filangieri, una delle
(nobil)donne che sfidò il suo tempo. Certo, diranno i lettori, bella forza, quando sei
Duchessa... figlia di una Principessa niente di meno e di un Generale... troppo facile. E
certo quando sei Cristina Trivulzio Principessa di Belgiojoso...  mica difficile. Una
cippa, dico io. Perchè se adesso noi possiamo votare, se adesso lottiamo per una
parità di stipendio e per la possibilità di avere una carriera senza danneggiare la
famiglia, lo dobbiamo anche a quelle donne che hanno dimostrato di essere pari, se
non superiori, alla massa di uomini che le derideva e ci hanno garantito la base dei
diritti sociali di cui oggi godiamo. Lo dobbiamo a chi ha lottato non per se stesso ma
per gli altri, a chi ha donato tempo, averi e vita alla cura del prossimo
indipendentemente se questo fosse uomo, donna, vecchio, bambino, ricco, povero.
“Il potere è maschile ma la capacità è femminile” così dice Teresa, la caparbia Teresa,
la fedele Teresa, l'indomita Teresa attaccata come un ramo d'edera all'albero della
speranza di cambiare il mondo, di renderlo un posto migliore. E di migliorare quella
Napoli che ai suoi occhi era tutto e il contrario di tutto, amore e odio, ricchezza e
povertà, sudiciume e lindore, splendore e oscure profondità. Lei che ha trasformato il
dolore della morte dell'adorata figlioletta di dodici anni nell'immenso amore per la
Napoli sotterranea, la più povera, la più dimenticata. E io dovrei recensire questo libro,
ma come posso giudicare una prosa che è poesia, una storia che è magia, una vita che
è fulgida stella. Nel 2018 siamo ancora qui a meravigliarsi dell'esempio di una donna
italiana nata due secoli fa, anno più anno meno, senza riuscire a dargli un senso, senza
neanche provare a seguire quella temerarietà forgiata nel fuoco della terra che Teresa
aveva dentro. Rammolliti dal troppo mangiare e dai saldi di fine stagione, abbiamo
ammorbidito la spina dorsale per inchinarci al benessere dimentichi, volontariamente
ciechi, davanti alle brutture del mondo... basta che siano lontane. L'ospedale che è
stato il coronamento di tutta la tua vita, Teresa, è stato trasformato in uffici
amministrativi. Scendi dal luogo beato dove ti trovi insieme con la tua Lina e il tuo
amato marito Vincenzo e bacchetta quegli stolti, Teresa, perché loro non sanno quello
che fanno. Teresa urla il tuo esempio, strilla il tuo cuore Teresa, aiutaci, perché la tua
vita e le tue lotte fanno ancora tremare, il tuo coraggio fa ancora paura, è per questo
che ti vogliono dimenticare. Teresa urla alla tua Napoli, Teresa anima di Napoli... Teresa
non permettere che la storia ti dimentichi. Teresa sei troppo importante, salvaci
dall'egoismo, dalla meschinità, dalla volgarità della materia.  Teresa perdonaci, se solo
Napoli, e poco anche lei, celebra la tua immensità. Io, nel mio piccolo, ti ricordo e ti
celebro e ringrazio l'autrice per questo diamante che tra storia e fiaba fa rinascere la
speranza in un mondo migliore, di un'Italia migliore.

(A cura di Pitti Duchamp)

VALUTAZIONE




AUTRICE


Carla Marcone è nata a Napoli in una calda notte di luglio, mentre nel mondo
echeggiava la rivolta e le streghe tornavano bruciando il reggiseno in piazza. Crescere
in una famiglia di stampo patriarcale, dove, però, erano le donne a portare i pantaloni,
ha sviluppato in lei un estremo senso di ribellione contro ogni sopruso, contro ogni
ingiustizia. I suoi personaggi, di cui l’autrice racconta in uno stile fatto spesso di
parole sussurrate che nascondono segreti, affrontano nella maggior parte dei casi il
proprio destino spinti dalla molla del “adessovifacciovedereiodicosasonocapace”,
talvolta uscendone vittoriosi, altre delusi e sconfitti; ma è la vita, sì la vita, quella vera,
quella della gente comune che Carla Marcone trasporta, riveduta e corretta dalla
fantasia, nei suoi romanzi. Ha pubblicato il racconto Favola d’Aprile (2004), e i romanzi
Fiori di carta (Scrittura&Scritture 2005) e Teresa e la luna (Scrittura&Scritture, 2008).



Altri libri dell’autrice:

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