-->

lunedì 12 marzo 2018

Recensione: "Castigo di Dio" di Marcello Introna, Mondadori editore

Poiché la guerra comincia nella mente degli uomini è nella mente degli uomini che bisogna costruire la difesa della pace. Unesco

 



Titolo: Castigo di Dio
Autore: Marcello Introna
Editore: Mondadori
Genere:  Noir
Formato: Ebook
Prezzo: 9,99
Formato: Cartaceo
Prezzo: 16,15
Pagine: 296
Data d'uscita: 16 gennaio 2018
Link d'acquisto:





Scopriamone di più...



TRAMA
È l'estate del 1943 a Bari, quando un uomo corrotto e malvagio che tutti
chiamano "Amaro" decide di rapire la figlia dodicenne di un ricco proprietario
terriero della provincia. A capo di un'organizzazione malavitosa dai contorni
inquietanti, Amaro è il re della Socia, un immenso palazzo fatiscente che nel
corso degli anni ha subito un progressivo e inarrestabile degrado. Proprio
quando il regime fascista cade, la Germania nazista perde colpi e gli Alleati
prendono il controllo della città, grazie alla complicità e alla protezione del
prefetto Nicola Arpino, Amaro si serve della sua corte dei miracoli, e
specialmente del suo sadico vassallo Filippo, per gestire la borsa nera, i traffici
legati alla prostituzione e allo spaccio di morfina, trasformandoli in guadagni
faraonici che non gli bastano mai. A creargli qualche problema ci sono gli
articoli di denuncia di Luca "il Bracco", un giornalista acuto ed entusiasta, le
indagini incalzanti del commissario Michele De Santis, e il disprezzo
sentimentale e umano di Anna, la donna più bella della Socia. Anna è la
prostituta letterata che conosce il latino e il greco antico e ritrova un po' di
serenità solo quando può fare lezione ai due piccoli orfani che vivono in quell'
inferno: Lorenzo e Francesco. Sullo sfondo di una città devastata dalle
privazioni, dalle clientele e dalla malafede dilagante, la Socia è una realtà
scomoda di cui tutti fingono di ignorare l'esistenza, il cupo teatro in cui si
muovono i molti personaggi di questo romanzo corale, il palcoscenico dove
Salvio, un fabbro taciturno e solitario, sceglie di sfidare Amaro per amore di
Anna. In quei piccoli appartamenti invasi dalla muffa, oltre ai soprusi e alle
malattie, c'è anche tanta brava gente. Ed è in questa alternanza tra bene e
male, tra giusto e ingiusto, tra bello e orrendo che il romanzo si compie.



RECENSIONE


Finché bianca è luce, potente l'amore, impotente sarà la notte.

Voglio iniziare questa recensione con un applauso. Un serio, potente e fragoroso
applauso a Marcello Introna, che ha magnificamente saputo fare breccia contro
il muro del silenzio e ha portato alla luce, con così grande maestria, un pezzo
della nostra storia che assolutamente non deve essere dimenticato.
Non sarà una recensione veloce questa, perché non si può liquidare con brevi
versi un romanzo così toccante, si può solo lasciare che il silenzio ci circondi e
che la penna scorra libera, per incidere sul bianco immacolato l’importanza di
questo romanzo.
Il titolo “Castigo di Dio”. Durante i miei studi di teologia spesso mi sono
imbattuta in queste domande: perché esiste il male? Perché negli ultimi decenni
ci hanno colpito i castighi di Dio? (Guerre mondiali, terremoti, naufraghi che
muoiono nei nostri mari...) I castighi di Dio sarebbero una punizione divina
inflitta agli uomini per il male radicale che risiede in loro e che si manifesta in
questi peccati: omicidio volontario, peccato impuro contro natura, oppressione
dei poveri, defraudare la giusta mercede agli operai, togliere la libertà ai
popoli, furti, frode e usura.
Non interessa a noi fare una lezione teologica oggi e nemmeno giudicare se
realmente un castigo di Dio esista; ci interessa invece dire che leggendo il
romanzo di Marcello Introna un castigo di Dio lo vorresti.
I peccati raccontati in questo romanzo lo rendono un'opera che ami e che odi,
che vuoi leggere, ma anche dimenticare per poi riprendere, perché non riesci a
non lasciarti tentare dal proseguire la tua lettura.
La cover: un uomo cammina solo, nella notte, nel lungomare barese. Non ci sono
stelle e non c’è luna, a fargli compagnia solo la luce di un lampione che lo
illumina. Cammina per riflettere, non sa realmente dove va. Predominano il
bianco e il nero, i due colori del romanzo; il bene e il male che si fondono per
congiungersi in un unico istante.
La storia: il caso vuole che io sia cresciuta in via Eritrea a Bari. Il luogo in cui
vive Luca, il giornalista protagonista di questa storia. Ho camminato per quelle
medesime strade in cui Lorenzo e Francesco giocano a pallone usando gli
androni come porte.
Ed è inutile dirvi quanto meravigliosamente è ben descritta Bari dalle eleganti
mani di Marcello Introna, mentre leggevo il mio presente si è trasformato
aprendosi al passato che lo scrittore ci racconta mischiando realtà e fantasia in
un modo sorprendentemente perfetto, così tanto unico da non permettere al
lettore di capire dove finisca l’uno e inizi l’altro.
Ma ora mi chiedo come posso non descrivervi almeno una piccola parte di
questo romanzo?
Se me lo concedete voglio parlarvi della storia, di quegli eventi realmente
accaduti a cui la trama rende omaggio.
Una storia difficile che parla della Socia. Ma cos'è la Socia?
“siamo in cento qui, forse cento uno, oppure centotre. Viviamo nella Socia e
nella Socia dobbiamo rimanere. Non tutti hanno il permesso di uscire e quando
lo fanno non sempre ritornano.”
La Socia era un grande edificio rettangolare che ai tempi di Mussolini regnava
su Piazza Luigi Savoia, tra via Zuppetta e Corso Cavour. Era realmente enorme
ed era anche un luogo da non frequentare e che se anche per sbaglio vi entravi
potevi non uscirne più. Era la sede della mafia. La casa del re della Socia e in
cui vivevano leggi particolari e dove la prostituzione era il male minore.
Perché ho adorato questo romanzo?
Per l’introduzione del bene in quelle mura umide dove fame e malattie facevano
da padrone. L’aver voluto inserirci degli innocenti: due bambini a cui gli adulti
hanno strappato l’anima e aver mostrato al lettore l’altra medaglia. Un lato
che ti permettere di capire che l’amore, come un croco che a gennaio perfora il
ghiaccio, può sorgere anche nel buio più cupo.
La Socia venne demolita nel 1965, negli scavi delle sue macerie vennero
ritrovati i resti di tutte le persone che vi furono seppellite, ma il suo ricordo e
il ricordo di quanto è accaduto a Bari in quegli anni è sempre vivo nella nostra
memoria e Marcello Introna gli ha reso un grande omaggio; da mezza cittadina
barese non posso fare altro che dirgli grazie.


(Recensione a cura di Cristiana)


VALUTAZIONE




AUTORE



Marcello Introna


Marcello Introna è nato a Bari nel 1977 e dopo il liceo classico si è laureato in
Medicina veterinaria e ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di
Bari. Autore e sceneggiatore televisivo, attualmente svolge la professione di
veterinario. Mondadori ha pubblicato nel 2016 il suo romanzo d’esordio, Percoco.


Altri libri dell'autore


BANNER