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venerdì 9 febbraio 2018

Recensione “Il bambino silenzioso” di Sarah A. Denzil, Newton Compton editore

Viviamo nella convinzione di avere il controllo delle nostre vite, di conoscere le persone che ci stanno accanto. Questo finchè non arriva il momento in cui il nostro fragile castello di sabbia viene spazzato via senza che noi possiamo fare nulla per impedirlo.



Titolo: Il bambino silenzioso
Autore: Sarah A. Denzil
Editore: Newton Compton editore
Genere:  thriller
Formato: Ebook
Prezzo: 0,99
Formato: Cartaceo
Prezzo: 8,41
Pagine: 322
Data d'uscita: 29 gennaio 2018
Link d'acquisto:



Scopriamone di più...

TRAMA


Nell’estate del 2006, Emma Price era lì quando fu ritrovato il cappotto rosso
del suo bambino di sei anni, lungo il fiume Ouse. Fu la tragica storia dell’anno:
il piccolo Aiden era sparito da scuola durante una terribile alluvione, era
caduto nel fiume e poi annegato. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Dieci anni
dopo, Emma è riuscita finalmente a riacquistare un po’ di serenità. È sposata,
incinta e le sembra di aver finalmente ripreso il controllo della sua vita quando
Aiden ritorna. Troppo traumatizzato per parlare, non risponde a nessuna delle
infinite domande che gli vengono rivolte. Solo il suo corpo racconta la storia di
una sparizione durata dieci lunghi anni. Una storia di ossa spezzate e ferite che
testimoniano gli orrori che Aiden deve aver subito. Perché Aiden non è mai
annegato: è stato rapito. Per recuperare il contatto con il figlio, ormai
adolescente, Emma dovrà scoprire qualcosa sul mostro che glielo ha portato via.
Ma chi, in una cittadina così piccola, sarebbe capace di un crimine tanto
orrendo? È Aiden ad avere le risposte, ma ci sono cose troppo indicibili per
essere pronunciate ad alta voce.


RECENSIONE


Ho terminato di leggere questo libro da qualche ora e non vi nascondo che
ancora sento i brividi che continuano a percorrere la mia pelle... Nonostante il
titolo e la copertina facciano pensare ad un bambino, con il suo triciclo dai
dettagli rossi che spiccano su un'immagine inquietante di un bosco avvolto dalla
foschia, la protagonista di questa romanzo è una giovane madre, Emma Price,
che racconta in prima persona la sua storia, ripercorrendo con la memoria tutto
ciò che le è accaduto da quando dieci anni prima ha tragicamente perso suo
figlio Aiden, di soli sei anni, durante una terribile alluvione, come ha potuto
venir fuori dal baratro in cui era precipitata ed è poi con molta fatica riuscita
a rifarsi una vita e quello che le accade nel momento in cui quel figlio, creduto
morto, improvvisamente ricompare, vivo ma incapace di comunicare.
Ogni madre cerca di fare del suo meglio per crescere e proteggere i propri figli,
insegnar loro a discernere il bene dal male, quello che è giusto da ciò che si
reputa sbagliato. Spesso ci si ritrova a farsi esami di coscienza nell'incertezza
di aver agito per il bene dei propri figli e non per quello che egoisticamente
potrebbe essere meglio per noi.
Ritrovare un figlio dopo così tanti anni, immaginare, come nel peggiore degli
incubi, quello che ha subito da parte di uno o più aguzzini e  sentirsi
completamente impotenti sapendo che niente e nessuno potrà mai cancellare o
fargli dimenticare gli orrori vissuti in un decennio di reclusione, credo che sia
una situazione assolutamente insostenibile per qualsiasi essere umano. Il solo
pensiero mi risulta insopportabile. E immedesimarmi in questa storia è stato
difficile.
Non per lo stile dell'autrice, che reputo assolutamente perfetto, sono subito
entrata in sintonia con Emma e ho provato moltissima empatia per lei. La
difficoltà è dovuta proprio a questo: mi sono sentita partecipe di tutto quello
che ha vissuto, mi sono posta le sue stesse domande, ho avuto i suoi stessi
dubbi, ho sospettato di chiunque e ho provato assieme a lei ansia, rabbia e
frustrazione.
La storia narrata da Emma mi ha fatto riflettere molto su quanto la gente
speculi sulla sofferenza altrui, quanta ipocrisia giri attorno alle persone colpite
da questo genere di tragedie, sul fatto che tutti i familiari dei bambini vittime
di drammi più o meno simili diventino vittime a loro volta di gente senza il
minimo scrupolo, interessata solo ai propri interessi.


"Esiste qualcosa che faccia vendere più giornali della morte? Forse il sesso, con la
giusta storia,
ma la morte di un bambino tocca davvero l'apice della curiosità morbosa"


"Più ci pensavo, più realizzavo che siamo tutti mostri, Sì. Noi. Siamo mostri. Ci
piace leggere queste storie"


Questa storia mi ha lasciato un filo d'ansia addosso, non riesco a non pensare a
quante maschere incontriamo ogni giorno, probabilmente anche noi stessi ne
indossiamo diverse in maniera del  tutto inconsapevole. E cosa si nasconde sotto
quella maschera? Nella realtà dei fatti possiamo davvero affermare di conoscere
qualcuno? Fidarci ciecamente di un'altra persona a parte noi stessi?


Lascio a voi la facoltà di rispondere a questi interrogativi leggendo questa storia
imperdibile, ripercorrendo i ricordi di Emma in un crescendo di suspense che ci
porterà a scoprire le sconcertanti verità che si nascondono dietro la misteriosa
scomparsa di Aiden.


(Recensione a cura di Anita)




VALUTAZIONE




AUTRICE




Sarah A. Denzil


Vive nello Yorkshire, dove si gode la campagna e il tempo imprevedibile. Sotto
pseudonimo pubblica libri per ragazzi, ma ha una vera passione per i thriller e
le storie di suspense. Il bambino silenzioso ha scalato le classifiche di vendita
negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia.

Altri libri dell’autrice:

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