sabato 20 maggio 2017

Recensione dell'autobiografia "Un battito d'ali" di Sveva Casati Modigliani - Mondadori



Per voi l'autobiografia di una grande scrittrice: Sveva Casati Modigliani...

“Il mio lavoro può sembrare solitario ma non lo è, perché è affollato di gente chiassosa che ride, piange, fa baruffa e si riappacifica, sgomita per farsi avanti. Sono i personaggi delle mie storie e ognuno di loro vuole raccontarsi e pretende di essere ascoltato. Io li amo e li ascolto tutti in egual misura. La loro presenza mi dà gioia.”
Sveva Casati Modignani, Un battito d’ali

Titolo: Un battito d’ali
Autore: Sveva Casati Modigliani
Editore: Mondadori
Genere:  Autobiografia
Formato: Ebook
Prezzo: 9,99
Formato: Cartaceo
Prezzo: 14,37
Pagine: 163 
Data di uscita:  11 Aprile 2017                              
Link d'acquisto: https://www.amazon.it/battito-dali-Sveva-Casati-Modignani/dp/8891812986

Scopriamone trama e recensione...





Trama:


Sveva è inginocchiata nel suo giardino, intenta a sradicare le erbe infestanti. All'improvviso sente un profumo inequivocabile, quello di suo padre, e si rende conto di quanto lui le sia ancora vicino nonostante sia mancato ormai trent'anni fa. "Caro papà, è stato così che ho deciso di raccontarti quello che ti ho sempre taciuto...", scrive, aprendo lo scrigno della memoria. Il ricordo la riporta alla fine degli anni cinquanta, a Milano, quando è una giovane donna costretta a lasciare l'università per affacciarsi al mondo del lavoro con la piena consapevolezza di non saper fare nulla di concreto. Si improvvisa segretaria prima in un ufficio di rappresentanza commerciale, poi in una prestigiosa galleria d'arte, dove incrocia artisti e intellettuali che solleticano la sua curiosità. Ma per quel lavoro non sente alcuna inclinazione, e ben presto capisce di dover imboccare un'altra strada, perché ciò che le piace davvero è il mestiere di scrivere. Diventerà una narratrice dopo anni di giornalismo. Gli esordi di Sveva Casati Modignani hanno dell'incredibile, anche perché raccontano un'Italia del boom economico che non esiste più, dove le prospettive di lavoro erano molto diverse da oggi. In questo viaggio nel passato, che alterna una graffiante lucidità con la tenerezza che la lega alle persone amate, l'autrice conduce il lettore fino alle soglie della sua affermazione come scrittrice, quando pubblica il suo primo romanzo. E ci ricorda che, nella vita, nulla avviene per caso, che dagli errori si può imparare, che ogni porta chiusa ha una sua chiave per aprirsi.

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Recensione
È in un battito d’ali di una candida farfalla che Bice Cairati, meglio conosciuta con il nome d’arte di Sveva Casati Modignani, percepisce la presenza lì accanto a lei, in giardino, del padre defunto.
Ed è sempre quel battito d’ali che permette all’autrice di raccontare gli anni dell’università, o meglio di quegli anni in cui aveva dovuto abbandonare l’università per lavorare come segretaria, sostenendo economicamente la famiglia. Attraverso le pagine di questo libro, dunque, ella ripercorre la sua vita e, soprattutto, il rapporto con il padre, tanto importante per lei.
Bice inizia a lavorare come impiegata nello studio di un commercialista o, come lo chiamava il padre, il lupo Soria. La ventenne non è per nulla soddisfatta di quell’impiego: avrebbe voluto studiare lettere ma le finanze della famiglia non erano sufficienti per permetterle ciò. Bice, tuttavia, non sa niente di quel mondo, fatto di intrighi, bustarelle e sotterfugi. Poco tempo dopo, infatti, trova una nuova occupazione che, all’apparenza, le sembra più soddisfacente e, per così dire, vivace: segretaria della galleria d’arte di Cardazzo. Subito, però, la giovane si accorge di non capire nulla di quell’arte contemporanea, così lontana dai suoi studi liceali e sempre più aperta alla modernità. Di contro, la galleria le offre la possibilità di conoscere numerosi artisti, ognuno dei quali le lascia qualcosa, mentre il suo datore di lavoro rimane a lei estraneo, La rivelazione artistica le giunge grazie a Lucio Fontana, che Bice ricorda con affetto e piacere. Pian piano, anche Cardazzo si accorge delle qualità e dell’impegno della sua impiegata e, infelice dalla relazione con un’altrettanto intristita scrittrice Milena Milani, ricerca in Bice una persona con cui parlare. Questo, ovviamente, non giova alla carriera della ragazza, che viene cacciata senza riserve; ma ormai ha imparato molto e trova il coraggio di tentare con il giornalismo, di certo più vicino alla sua aspirazione di scrittrice. Dopo non molto tempo, si afferma come intervistatrice e la sua professione la porta a contatto con numerosi intellettuali e importanti personaggi del secondo Novecento. Sempre più ricercata e pagata, Bice suscita l’invidia dei suoi collaboratori uomini, fino a che decide definitivamente di abbandonare il mondo del giornalismo e diventare una semplice casalinga. Ma il richiamo della sua Valentina rossa (la macchina da scrivere) è troppo forte e, passati alcuni anni, la donna non può più ignorarlo: inizia a scrivere racconti, fino a diventare l’autrice di successo che è tutt’oggi.
È in questi termini che Sveva racconta il suo viaggio interiore, la sua crescita e la sua battaglia contro il destino e contro tutti coloro che non le permettevano di emergere in quanto donna. Nel fare ciò, l’autrice non smette di rivolgersi a suo padre, l’uomo che sempre più l’aveva sostenuta e avrebbe fatto di tutto per darle quello che desiderava, se avesse potuto. Sveva lo sente ancora accanto a sé, come una presenza incessante, che veglia su di lei.
Ammetto di non aver mai letto nessun libro dell’autrice e questo è giunto nelle mie mani per un puro caso, tuttavia, ne sono felice: mi svelato una donna forte, determinata e sicura delle sue potenzialità. E, di certo, queste sono più che evidenti: mostra una scrittura scorrevole ma mai ingenua, correlata ad una profondità sorprendente. Così Sveva racconta di sé, di come, anche grazie a suo padre, ella sia riuscita a evolvere e spiccare il volo come una candida farfalla nel mondo, a volte crudele, della scrittura.


(Recensione a cura di Eleonora)


VALUTAZIONE







Sveva Casati Modigliani


E’ una delle firme più amate della narrativa contemporanea: i suoi romanzi sono tradotti in venti paesi e hanno venduto milioni di copie.
Sveva Casati Modignani è lo pseudonimo sotto il quale si sono celati Bice Cairati e il marito Nullo Cantaroni e con cui sono stati pubblicati vari romanzi a partire dal 1981. La Cairati  continua a usare lo pseudonimo anche dopo la morte del marito.


Alcuni libri dell’autrice:

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