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mercoledì 24 maggio 2017

Recensione de "Il labirinto degli spiriti" di Carlos Ruiz Zafron - Mondadori

La splendida conclusione della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati è Il Labirinto degli spiriti

“Per lo più, noi mortali non arriviamo a conoscere il nostro vero destino; semplicemente, ne veniamo investiti. Quando alziamo la testa e lo vediamo allontanarsi lungo la strada, è già tardi, e il resto del cammino dobbiamo percorrerlo sul ciglio di quella che i sognatori chiamano maturità. La speranza è soltanto la fede che quel momento non sia ancora giunto, che riusciremo a vedere il nostro vero destino quando si avvicinerà e potremo saltarvi a bordo prima che l’opportunità di essere noi stessi svanisca per sempre e ci condanni a vivere di vuoto, rimpiangendo ciò che doveva essere e non è stato.”
C. R. Zafòn, Il labirinto degli spiriti


Titolo: Il labirinto degli spiriti
Autore: Carlos Ruiz Zafron
Editore: Mondadori
Genere:  mistery
Formato: Ebook
Prezzo: 10,99
Formato: Cartaceo
Prezzo: 19,55
Data di uscita:  22 novembre 2016                         
Link d'acquisto: https://www.amazon.it/dp/B01MQ4SC8K/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1

Scopriamone trama e recensione... 



Trama:
Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo.
Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime.
È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.


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Recensione
È con Il labirinto degli spiriti che Zafòn conclude in bellezza la tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati. Senza ovviamente perdere il suo inconfondibile stile.
Inizialmente, il romanzo appare incentrato sulla figura di Alicia Gris (che, personalmente, ritengo essere il migliore soggetto mai delineato dall’autore), un’anima emersa dalle ombre della guerra che si occupa di investigare sulla scomparsa di Mauricio Valls; fortemente caratterizzato, questo personaggio è forte e fragile, pragmatico e tenebroso, cinica e violenta ma, soprattutto, incapace di amare. Personalmente, ritengo Alicia il miglior soggetto mai delineato dall’autore. “Lei e il dolore erano ormai vecchi avversari, veterano che si conoscono bene, si esplorano reciprocamente e si attengono alle regole del gioco”: così è Alicia. O almeno fino a che non incrocia il suo destino con quello di Fermìn. Sì! Parlo proprio di quel Fermìn. E con lui si ritrovano tante vecchie conoscenze, prima fra tutti la famiglia Sempre. Per l’appunto, dopo una prima parte incentrata sulla sola investigatrice, l’attenzione si sposta su Daniel e la storia della sua famiglia.
Infatti, nonostante lo stesso Zafòn affermi che le varie puntate della serie possano essere lette in qualunque ordine, io non credo che ciò si possa dire per Il labirinto degli spiriti. Questo perché tale romanzo chiude il cerchio e lo chiude in tutti sensi, in tutti i particolari e in tutte le sfaccettature. Ed è proprio questa conclusione che ritengo essere la più grande caratteristica del romanzo: è inaspettata e poteva essere ideata dal solo Zafòn. Ma non voglio anticiparvi troppo.
Anche se potrei apparire un poco di parte (questo autore è uno dei miei prediletti, anche se forse si era già capito), il mio consiglio ai già precedenti lettori di Zafòn è sicuramente quello di leggere il romanzo, di lasciarsi catturare e poi perdersi negli intrighi della Barcellona cupa del Novecento. Scoprirete verità che nei romanzi precedenti apparivano già svelate ma, in realtà, erano state ancor meglio celate. E, forse, scoprirete una parte di voi stessi che non conoscevate (come è successo a me). Non è forse questo il compito di ogni libro che si rispetti?
Invece, per chi non hai mai preso in mano questo autore, non posso dire altro che correre a cercare una copia dell’Ombra del vento, per poi gettarsi su Il gioco dell’angelo, passare a Il prigioniero del cielo ed, infine, atterrare su Il labirinto degli spiriti. Difficilmente ve ne pentirete.
(Recensione a cura di Eleonora)


VALUTAZIONE




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Carlos Ruiz Zafron
Carlos Ruiz Zafón ha due appartamenti uno di fianco all’altro a Beverly Hills. Uno è quello in cui vive, mentre l’altro è quello che chiama la sua “caverna del drago”. Nella caverna del drago l’autore di bestseller internazionale ha disseminato più di 400 tra statue e altre rappresentazioni di draghi, il segno dell’anno in cui è nato nel calendario cinese. L’oggetto più importante dell’appartamento, però, è un pianoforte a coda. Quando è bloccato su un personaggio e fatica a inserirlo nella sua narrazione complessa e intricata, Zafón, che è un musicista autodidatta, si siede al pianoforte. Mentre compone, scopre nuovi segreti dei suoi personaggi che prima gli erano sfuggiti; per lui scrivere un libro è come aver composto una colonna sonora.
Zafón è considerato l’autore spagnolo più letto dopo Miguel de Cervantes, l’autore del Don Chisciotte, e contrariamente a molti autori contemporanei non vuole che i suoi libri diventino film. Si reggono su un equilibrio molto delicato e hanno trame labirintiche e intrecciate tra loro: per questo Zafón teme che se qualcuno ci mettesse mano le storie salterebbero in aria.


Alcuni libri dell’autore:

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