martedì 7 febbraio 2017

Recensione "Di cristallo e di fiamma" di Marina Salucci edito da Leucotea Edizioni!!!

Buongiorno carissimi lettori,
oggi vogliamo riprendere le nostre recensioni con un romanzo all'apparenza scontato ma che racchiude al suo interno una vera e propria ventata d'aria fresca!


Titolo: Di cristallo e di fiamma
Autore: Marina Salucci
Editore: Leucotea Edizioni
Genere: Romanzo
Formato: Cartaceo
Prezzo: 13,52 €
Pagine: 184
Data di uscita: 2016
Link d'acquisto: https://www.amazon.it/cristallo-fiamma-Marina-Salucci/dp/8897770487

Trama

Appena varca la soglia di Villa Fugazzi, Fulvio Arrighi precipita nell'atmosfera irreale d'un insolito convegno. 
Perché quell'ambiente da gran ballo nobiliare? 
L'occasione è certamente importante, si apre al pubblico l'affresco del Rossino, grande pittore rinascimentale. Ma al professore qualcosa non quadra. 
Sarà Sandra Martino, giornalista d'assalto incontrata in un antro della Villa, a rivelargli una verità scomoda: l'affresco è un falso e le incredibili cifre stanziate servono a foraggiare una storia di corruzione, che parte dall'Assessore della cittadella e arriva fino al Ministro. 
Il professore è perplesso, ma Sandra lo incalza, e gli parla del pittore infelice, creatore di un rosso magico: di cristallo e di fiamma. Ci vuole molto coraggio per denunciare la disonestà e l'inganno, e marciare contro l'Araba Fenice del Potere. Fulvio ci riuscirà?


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RECENSIONE


Romanzo veramente carino da leggere.
Il professore di scuola superiore Fulvio Arrighi viene mandato dal preside a sostituire un collega ad un convegno in occasione dell’apertura al pubblico di un affresco del Rossino a Villa Fugazzi. Fulvio crede di dover fare solo presenza ed invece si trova prima a dover parlare sul palco con Sindaco, assessore, Presidente, Sovraintendente ed addirittura un Ministro e poi a venire a conoscenza che dietro al restauro dell’affresco vi è un giro di tangenti e corruzione che partono dalle alte sfere.
A illuminare il professore sarà Sandra Martino giornalista ed amica di un suo ex alunno, Gigi, che a suo tempo era stato minacciato in vario modo nel momento in cui aveva scoperto che l’affresco del Rossino, grande artista toscano rinascimentale, non è autentico.
Fulvio non è altro che un professore di provincia che svolge il suo lavoro con amore, e per questo è ammirato dai suoi alunni, ma che nella vita si tiene fin troppo in disparte; ad aiutarlo nelle sue scelte c’è la sua coscienza, ma a” parlare” è sempre solo una parte: la paura.
La vera storia del Rossino, delle sue opere e del “Rosso di cristallo e di fiamma” da lui inventato sarà raccontata a Fulvio da Sandra e sarà lei a dargli la forza per salire su quel palco e dire a tutti la scomoda verità.
Tutto il romanzo si svolge nel giro di mezz’ora nella quale Fulvio prende coscienza della sua posizione diventata scomoda: una volta venuto al corrente della verità non può più tenerla per se e per la prima volta non ascolterà la paura; sempre in questo lasso di tempo il professore incontrerà Sandra con la sua voglia di vivere a pieno e lo trasporterà in un vortice di emozioni; rincontrerà Gigi con la sua sete di verità; troverà sulla sua strada i personaggi più diversi ma al contempo inseriti in questa trama da cui o non vogliono o non riescono più ad uscire.

"I suoi sentieri non sarebbero stati più gli stessi, gli stessi di ieri"

Inizialmente vi sembrerà di leggere un romanzo come tanti, una storia comune, ma l’alternarsi veloce delle vicende, il racconto preciso e le descrizioni puntigliose vi faranno subito capire che potrebbe essere la vicenda di ambienti corrotti di qualsiasi cittadina che si celano sotto un’immagine pulita e corretta.
Anche le descrizioni più tecniche riguardante una spaccato di arte rinascimentale sono ben fatte e fanno ben capire ciò a cui punta l’autrice. Vorrei consigliare questa lettura a tutti perché è comunque una visione della nostra società e nello stesso tempo un romanzo che merita di essere apprezzato.


(Recensione a cura di Maura)



VALUTAZIONE


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L'autrice



Marina Salucci


Nata a Genova il 23 ottobre 1955 ove tuttora risiede, l'autrice Marina Salucci è di origine toscane e vive le proprie ascendenze etrusche soggiornando frequentemente nella campagna aretina, ambiente che le affila particolarmente la penna.
La passione per la scrittura e la lettura è nata nell’infanzia: scrive e legge voracemente da quando me gliel’hanno insegnato.
Dopo essersi laureata in Pedagogia, ha ottenuto l’abilitazione all’insegnamento delle materie letterarie e ha praticato presso le scuole medie per molti anni.
Dal 1996 al 2000, in collaborazione con l’IRRE (Istituto Regionale Ricerca Educazione), ha organizzato corsi di aggiornamento per insegnanti, su temi storici e letterari, di cui è stata anche relatrice.
Ha collaborato stabilmente con il periodico genovese “La Polcevera”, dal 1990 al 2000, e occasionalmente con le riviste letterarie “Resine” e “Virgole”.
Il suo percorso letterario nasce con la poesia, prosegue poi con il racconto e approda infine al romanzo. Ama narrare le avventure interiori che portano al coraggio del cambiamento, e che sono intrecciate ai problemi del presente.
Da un anno ha ceduto completamente al demone della scrittura, combattuto in altri periodi della propria vita, e ha lasciato il lavoro, troppo impegnativo per concederle di partire, scavare insieme alla penna, e gettare il seme nero.








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