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mercoledì 25 gennaio 2017

Anteprima!!! Recensione "La figlia femmina"di Anna Giurickovic Dato edito da Fazi

Buongiorno amabili lettori... anche oggi la vostra Bottega ha in serbo per voi una recensione in anteprima che uscirà solo domani!!!
Diamo la parola alla nostra new entry Eleonora...


Titolo: La figlia femmina
Autore: Anna Giurickovic Dato
Editore: Fazi
Genere: Romanzo 
Formato: Cartaceo
Prezzo: € 16,00
Formato: Ebook
Prezzo: € 4,99
Pagine: 192
Data di uscita: 26 Gennaio 2017


Trama

Sensuale come una versione moderna di Lolita, ambiguo come un romanzo di Moravia, La figlia femmina è il duro e sorprendente esordio di Anna Giurickovic Dato.

Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra Giorgio e sua figlia Maria nasconde un segreto inconfessabile. A narrare tutto in prima persona è però la moglie e madre Silvia, innamorata di Giorgio e incapace di riconoscere la malattia di cui l’uomo soffre. Mentre osserviamo Maria non prendere sonno la notte, rinunciare alla scuola e alle amicizie, rivoltarsi continuamente contro la madre, crescere dentro un’atmosfera di dolore e sospetto, scopriamo man mano la sottile trama psicologica della vicenda e comprendiamo la colpevole incapacità degli adulti di difendere le fragilità e le debolezze dei propri figli. Quando, dopo la morte misteriosa di Giorgio, madre e figlia si trasferiscono a Roma, Silvia si innamora di un altro uomo, Antonio. Il pranzo organizzato dalla donna per far conoscere il nuovo compagno a sua figlia risveglierà antichi drammi. Maria è davvero innocente, è veramente la vittima del rapporto con suo padre? Allora perché prova a sedurre per tutto il pomeriggio Antonio sotto gli occhi annichiliti della madre? E la stessa Silvia era davvero ignara di quello che Giorgio imponeva a sua figlia?
La figlia femmina mette in discussione ogni nostra certezza: le vittime sono al contempo carnefici, gli innocenti sono pure colpevoli. È un romanzo forte, che tiene il lettore incollato alla pagina, proprio in virtù di quell’abilità psicologica che ci rivela un’autrice tanto giovane quanto perfettamente consapevole del suo talento letterario.
«Dio almeno mi crede».

«Tutti ti crediamo».
«Tu non mi crederesti mai».
«A cosa non dovrei credere, Maria?».«Che io sono un diavolo».«Tu sei un angioletto, sei una bimba».«Non è vero. Io il diavolo ce l’ho qua.Ma non lo so chi ce l’ha messo, ci sono nata così».



RECENSIONE

È la voce di Silvia, madre di Maria e moglie di Giorgio, che percorre interamente “La figlia femmina”.
 È la voce di una madre che racconta il proprio dolore personale e, indirettamente, quello celato della figlia Maria. 
Il romanzo, infatti, riporta la vicenda di una famiglia italiana, vissuta precedentemente a Rabat e poi trasferitasi a Roma. 
La mente di Silvia passa, sovente ed agilmente, dal tempo presente a quello passato, da Roma a Rabat, dal dolore alla felicità. 
Tale dolore nasce perché Maria viene violentata dal padre Giorgio a soli cinque anni e la cosa si perpetua, mentre Silvia ne è  completamente all’oscuro, accecata dall’amore per il marito. 
O così la sua mente le fa credere. 
Attraverso i ricordi, la donna mostra la sua frustrazione nel non aver compreso prima ciò che stava accadendo proprio sotto i suoi occhi. 
Il suo pentimento rimane ancora nel presente, ora che Giorgio non c’è più e che lei ha una nuova relazione con Antonio. 
Quello stesso Antonio con cui la figlia, adesso tredicenne, amoreggia apertamente in sua presenza. 
La giovane autrice si mostra molto abile nel mantenere la velocità della narrazione, seppur gli avvenimenti narrati non siano molti. 
Ciò avviene in virtù della buona analisi psicologica e descrizione dei sentimenti di Maria e Silvia; difatti, nonostante le poche pagine di romanzo, al termine sembra di conoscere perfettamente i due personaggi. 
Nonostante questo, manca nella narrazione quel qualcosa in più: se la dovessi descrivere con una parola, direi “acerba”. 
L’autrice, però, ha tempo di crescere e stupirci. 
Il tema è forte e fa riflettere, poiché mostra la difficoltà dell’essere genitori e la crudeltà che a volte può avere l’adolescenza, mostrando in un secondo momento il potere della seduzione femminile. 
Possono una madre e una figlia, con tutto quello che hanno passato e sopportato, ricostruire un rapporto ed essere, di nuovo, felici?  
Beh, questa è una domanda a cui ciascun lettore deve rispondere da sé!


(Recensione a cura di Eleonora)



VALUTAZIONE


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L'AUTRICE


Anna Giurickovic Dato


Anna Giurickovic Dato
È nata a Catania nel 1989 e vive a Roma. Nel 2012 un suo racconto si è aggiudicato il primo posto al concorso Io, Massenzio in seno al Festival Internazionale delle Letterature di Roma. Nel 2013 è stata finalista al Premio Chiara Giovani. La figlia femmina è il suo primo romanzo.