giovedì 15 dicembre 2016

Recensione "Il settimo manoscritto" di Fabrizio Santi edito da Newton Compton!!!

E si riprende con un'altra recensione del nostro Raffaele che ha letto per noi un Thriller scritto per mano di Fabrizio Santi...


Titolo: Il settimo manoscritto
Autore: Fabrizio Santi
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Formato: Cartaceo
Prezzo: 9,90 €
Formato: Ebook
Prezzo: € 4,99
Pagine: 336
Data di uscita: 6 Ottobre 2016
Link d'acquisto: https://www.amazon.it/Il-settimo-manoscritto-eNewton-Narrativa-ebook/dp/B01IJAHYE2/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1476182182&sr=1-1&keywords=fabrizio+santi



Trama

Dalla cassaforte del monastero di San Gregorio al Celio è stato rubato un manoscritto, l’Unicum.

Redatto in italiano cinquecentesco, nessuno è mai riuscito a interpretarlo. Eppure non c’è alcun motivo che giustifichi il furto: in giro ne esistono infatti altre copie. Giulio Salviati, scrittore di successo da tempo in crisi d’ispirazione, vive in una piccola mansarda a Trastevere ed è a corto di soldi. Una sera riceve la visita di un personaggio incappucciato, che gli chiede di indagare su quel furto, in cambio di una cospicua somma di denaro: la logica stringente con cui Salviati scrive i suoi thriller – pensa il misterioso committente – lo porterà là dove la polizia non è riuscita ad arrivare. Grazie alle sue indagini Salviati scopre che esiste un libro, conservato alla biblioteca Angelica, che parla proprio dell’Unicum. Ma qualcuno lo sta già leggendo. Chi è? La rocambolesca ricerca sulle tracce del manoscritto lo condurrà dentro a storici palazzi romani, fino a sconosciuti e inquietanti sotterranei… Cosa cela quell’antico codice di così importante? Un segreto per cui qualcuno è disposto a uccidere…


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RECENSIONE

Un raro manoscritto, l’Unicum, viene trafugato dal monastero di San Gregorio al Celio a Roma. L’Unicum è scritto in italiano del cinquecento, ma nessuno è mai riuscito a interpretarlo. A prima vista non sembra esserci un motivo che giustifichi il furto. 
Nel tempo, infatti, erano state realizzate varie copie del libro e quindi il contenuto è facilmente conoscibile, per quanto non ancora interpretabile. Giulio Salviati, apprezzato scrittore di gialli, ma da tempo in crisi d’ispirazione e di soldi, viene contattato da un uomo mascherato che, in cambio di un adeguato compenso, gli chiede di ritrovare il manoscritto. 
Salviati accetta l’incarico e scopre che esiste un libro, conservato nella biblioteca Angelica di Roma, che parla dell’Unicum. Cerca di consultarlo, ma il libro è già preso in visione da un altro lettore. Giulio si reca quindi per alcuni giorni all’Angelica, anche perché affascinato dalla giovane bibliotecaria, Elena, che coinvolge nelle sue ricerche tanto da ottenere che gli fotocopi alcun pagine del manoscritto in consultazione. Nel mentre i due giovani investigatori vengono a sapere che alcune persone coinvolte nel furto dell’Unicum sono state uccise. Anche loro vengono narcotizzati e poi minacciati, perché sorpresi a sorvegliare una strana palazzina al centro di Roma dalla quale, la sera, provengono strani suoni ed effetti luminosi e che sembra collegata in qualche modo al libro scomparso. Nel corso delle ricerche giungono anche al monastero agostiniano dei Quattro Santi Coronati, dove risiede un’anziana monaca che sembra a conoscenza del significato dell’Unicum. Elena cercherà di contattarla, ma la monaca le affiderà solo una frase laconica, inizialmente priva di senso. Cominciano, quindi, ad aumentare i dubbi: Chi sono i proprietari della palazzina romana? Cosa c’entrano con il furto dell’Unicum? Il ragioniere del monastero di San Gregorio al Celio perché sembra insospettito dalle visite di Salviati? Quale segreto conosce l’anziana monaca agostiniana? Quale è il significato nascosto nel racconto dell’Unicum? O è il libro in quanto tale ad avere caratteristiche che ne giustificano il furto? Il romanzo si dipana lungo le strade di Roma, in un susseguirsi di eventi e ricerche, fino alla conclusione forse non inattesa, ma comunque avvincente.
Il libro di Santi permette di immergersi facilmente nel racconto, nulla ostacola il lettore, che può facilmente immaginarsi tra le strade della Città eterna di fianco al Salviati e alla giovane bibliotecaria. Nonostante l’opera sfiori alcuni temi importanti, quale ad esempio l’opportunità o meno di nascondere alcune verità all’opinione pubblica, non risulta mai pesante. Gli eventi proseguono molto velocemente e la brevità dei capitoli consente una lettura molto agile. L’Autore lascia, però, alcuni spunti solo abbozzati e non approfondisce l’interiorità di alcuni protagonisti. Se, infatti, si fosse meglio soffermato sui motivi del blocco dello scrittore che affligge il Salviati o sullo scontro tra il ladro e lo scrittore forse il romanzo ne avrebbe guadagnato in profondità. 
Il libro, infatti, risulta piacevole, leggibile, in alcuni tratti anche coinvolgente, ma mai unico. Anche la bellezza di Roma in alcuni punti non è lasciata trasparire appieno.
 Sembra un libro pensato per essere trasformato in un film per la televisione, ottimo spunto per un buon sceneggiatore. 
Con un uno sguardo maggiormente introspettivo e lasciando che la complessità della vita prenda un po’ più di spazio, l’autore potrà fare del giallista Salviati il protagonista di un’avvincente serie di thriller.


(Recensione a cura di Raffaele)





VALUTAZIONE

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L'AUTORE


Fabrizio Santi

È nato e vive a Roma. È laureato in Lingue e letterature straniere e insegna inglese in un liceo scientifico romano. Il quadro maledetto, il suo primo romanzo, è stato per settimane in vetta alle classifiche.


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