martedì 4 ottobre 2016

Recensione "Il fiume si rise" di Sergio Costando edito da Linee Infinite Edizioni!!

Bene Bene... 
è un pò che non trattiamo di romanzi storici...
quindi... 
Ecco a voi un'altra bellissima recensione del nostro Raffi!!!


Titolo: Il fiume si rise
Autore: Sergio Costanzo
Editore: Linee Infinite Edizioni
Genere: Romanzo Storico
Formato: Cartaceo
Prezzo: 12,75 €
Pagine: 402
Data di uscita: 1 Gennaio 2012


Trama

Il romanzo si snoda tra il 1494 ed il 1509. La famiglia Biccoli vive ad Alfea, poco lontano da Pisa, ma ha occasione di ritornare in città quando questa riesce a liberarsi dal giogo fiorentino. Nel novembre 1494, re Carlo VIII, infatti, entra a Pisa per farla sua alleata nel tentativo di conquistare il Regno di Napoli. I pisani colgono l’occasione e grazie al sostegno francese dichiarano la propria indipendenza. Clemente Biccoli e la moglie Aureliana, insieme ai figli Beniamino e Setembrina, fanno ritorno a Pisa, dove ancora molti ricordano il loro eroico amore che aveva osato sfidare l’occupante fiorentino. Clemente trova facilmente lavoro nella città, dove del resto risiedeva ancora una lontana parente. I Biccoli trascorreranno quindici anni in una città perennemente in guerra, assediata periodicamente dai fiorentini. Saranno gli anni della seconda repubblica pisana, anni intensi, in cui i giovani Beniamino e Setembrina potranno crescere. Dove Setembrina incontrerà il giovane Regolo, che si dimostrerà un valente soldato. Dove la dolce e bella amica Luisa conoscerà il capitano francese Francois d’Azay d’Entraigues, abile militare ma anche appassionato di cultura e conoscenza. Anni in cui Beniamino potrà dimostrare il proprio ardimento in battaglia, Clemente rivivere i patriottici ardori giovanili e dove Aureliana cercherà di tenere i propri i figli e il proprio marito lontano dai pericoli. L’amicizia francese e il forte desiderio d’indipendenza dei pisani riusciranno, nonostante gli stratagemmi del Machiavelli e le capacità di Leonardo da Vinci, a tenere i fiorentini lontano da Pisa per molti anni. Solo stratagemmi politici sovranazionali costringeranno, in fine, i pisani a capitolare. I fiorentini, però, entreranno in una città spettrale, quasi disabitata. I pisani, pur di non essere costretti a subire il predomino fiorentino preferiranno abbandonare la città.

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RECENSIONE

Questo libro più che un romanzo storico potrebbe definirsi un libro di storia romanzato. L’autore si sforza fin da subito di inquadrare il periodo storico con estrema precisione. 
La sorte dei Biccoli, le  storie d’amore, i desideri di successo, le passioni politiche sembrano passare tutti in secondo piano. 
Quella che è centrale è Pisa, con la sua storia e il suo tentativo di riconquistare e difendere la propria indipendenza. 
È un romanzo che trasuda orgoglio pisano. 
La scrittura è molto fluida, gli eventi bellici sono ben descritti e comprensibili anche a chi non è appassionato di storia militare. 
La grande storia, non impedisce però al lettore di appassionarsi alle piccole storie, come l’amore tra Setembrina e Regolo o alle paure ed ansie di Aureliana. 
L’Autore avrebbe potuto forse dare un po’ più di pathos all’opera proprio facendo stagliare qualche personaggio di più sugli altri.
 Certo, l’opera è volutamente un romanzo corale, ma in alcuni tratti il lettore non pisano fa forse un po’ fatica ad appassionarsi alle sorti della città, desiderando sapere invece qualcosa di più sui desideri, sulle aspirazioni, sulle ansie del proprio personaggio preferito. 
Il romanzo merita, comunque, un’attenta lettura, soprattutto da parte degli appassionati di storia rinascimentale.

(Recensione a cura di Raffaele)


VALUTAZIONE


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L'AUTORE

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Sergio Costanzo



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