lunedì 26 settembre 2016

Recensione "Dracula" di Bram Stoker!!!

E concludiamo la giornata con un horror classico...
ripercorriamo insieme al nostro Raffaele le splendide pagine di un capolavoro...


Titolo: Dracula
Autore: Bram Stoker
Editore: La Feltrinelli
Genere: Horror
Formato: Cartaceo
Prezzo: 8,09 €
Formato: Ebook
Prezzo: 3,99 €
Pagine: 496
Data di uscita: N.d.

Trama

«Basta l'inizio: con questo Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, giunge in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi.... e il gioco è fatto! Impossibile uscire da quel clima, impossibile allentare la tensione, e non seguire con ansia partecipe la sorte di quei personaggi. Perché — o bene o male — questo dandy dalla tetra figura ci attira e ci spaventa al tempo stesso (come tutto ciò che è peccato o che ci fa ingrassare); perché Mina diventa l'oggetto di tutte le nostre preoccupazioni; perché del professor Van Helsing sposiamo l'indefessa fede nell'inconoscibile e nel mistero, e la sua integerrima crociata contro il Maligno; perché la schermaglia tra Dracula che architetta il suo ritorno a casa e gli altri che ne svelano a una a una le mosse, finisce con l'appassionarci e con il coinvolgerci come per una partita a scacchi; fino allo strepitoso finale, quando le tre diverse pattuglie dei “cacciatori” convergono — con un ritmo che ricorda quasi lo stretto di una fuga per organo o (“arrivano i nostri” dei migliori film western — a sbarrare al vampiro la strada verso il castello della sua sicurezza.»(dalla “Prefazione” di Luigi Lunari)


Dracula di [Stoker, Bram]



RECENSIONE


Il romanzo è una collazione di lettere, stralci di diari e di articoli di giornali. I vari personaggi entrano in scena proprio grazie a questi loro scritti. L’opera, ambientata nel 1890, inizia con Jonathan, giovane avvocato, mandato in Transilvania  per curare l'acquisto di una villa a Londra da parte del conte Dracula. Jonathan sarà di fatto tenuto segregato dal conte, che si rivelerà un essere mostruoso, che si nutre di sangue e la cui immagine non si riflette negli specchi e il cui corpo non produce ombra. Il conte costringe il povere Jonathan a scrive alcune lettere alla sua fidanzata, Mina, per farle credere di aver lasciato il castello e di essere di ritorno in Inghilterra. Nel mentre Mina intrattiene contatti epistolari con la sua amica Lucy, che le rivela di essere corteggiata dal dottor John Seward, dal texano Quincy e da Lord Arthur Holmwood, col quale poi si fidanzerà. John Seward è direttore di un manicomio, che nel suo diario narra di un suo paziente, Renfield, zoofago, che comincia a peggiorare, fantasticando di un fantomatico “Signore e padrone”. Renfield si aggrava a seguito dell’arrivo a Whitby di una nave il cui equipaggio è stato tutto sterminato e dalla quale scende a terra un grosso cane, simile a un lupo, che fugge appena la nave raggiunge il porto. Nel mentre Mina va a soggiornare proprio a Whitby in compagnia di Lucy e della sua famiglia. Lucy comincia a manifestare sempre di più fenomeni di sonnambulismo, fin quando una notte Mina non la ritrova su un’alta scogliera in camicia da notte. A Mina sembra di vedere che Lucy, immediatamente prima del ritrovamento, sia in compagnia di un alto e oscuro signore. Mina inaspettatamente riceve una lettera di una suora che le annuncia che il suo Jonathan si trovava ricoverato a Budapest a seguito di una forte malattia celebrale. Mina decide, quindi, di raggiungerlo e i due si sposano nell’ospizio delle suore presso cui Jon è accudito. Guarito Jon, i due novelli sposi fanno ritorno in Inghilterra. Lucy, nel mentre, comincia a manifestare i sintomi di una strana malattia. Il dotto. Seward decide quindi di chiedere un consulto al suo maestro Van Helsing, che vive ad Amsterdam. Van Helsing, scoperti sul collo della ragazze i segni di un morso, comincia a dubitare della natura della malattia e prescrive che la stessa porti al collo una collana di fiori di aglio. Tutti gli sforzi si rivelano vani, il conte Dracula riesce comunque a scagliare l’ultimo attacco alla giovane Lucy, durante il quale trovano la morte sia la ragazza, che sua madre. Van Helsing ormai sicuro delle ragioni della malattia mortale di Lucy convince Arthur, Quincey e il dottor Seward a recarsi nottetempo nella cappella ove è sepolta la povera Lucy e a conficcare un paletto nel suo cadavere, oltre che a reciderle testa al fine di far si che ella, ormai divenuta un vampiro, possa godere della beatitudine eterna. Leggendo le carte di Lucy, Van Helsing entra in contatto con Mina e può leggere il diario Jonathan e conoscere quanto accaduto nel castello di Dracula. Van Helsing convince, quindi, i suoi compagni ad impegnarsi nel fermare il conte Dracula. Il conte, conosciuti i loro intenti, vampirizza però anche la dolce Mina. Van Helsing, Mina e i loro compagni cercano quindi di impedire a Dracula di prendere stabile dimora a Londra, cercando di rendergli inutilizzabili, facendo uso di ostie consacrate, tutti i luoghi che aveva scelto come sue possibili dimore. Il conte non potendo soggiornare in comuni alloggi è costretto quindi a far ritorno al castello. Van Hesling e i suoi decidono di inseguirlo, nella speranza che recidendogli la testa possano non solo liberare il mondo da una così malvagia creatura, ma anche salvare Mina dalla definitiva vampirizzazione. Giungono così in Transilvania, rendono il castello inutilizzabile per il conte e poco prima che giunga la notte riescono a fermare il convoglio che trasporta il corpo di Dracula e a tagliargli la testa e a conficcargli un paletto nel cuore. Nella colluttazione, purtroppo, Quincey viene pugnalato a morte. Il tutto si chiude con un messaggio di Jonathan, che alcuni anni dopo, pur rammaricandosi delle perdite subite, annuncia che lui e Mina hanno avuto un bambino e che sia Arthur che John si sono felicemente sposati.
Il romanzo è noto a tutti. La figura del vampiro ed in particolare del conte Dracula è ormai parte dell’immaginario collettivo. Tutti sanno che i vampiri non esercitano pienamente i propri poteri alla luce del sole, che rifuggono dall’aglio e dalle cose sacre (crocifissi, rosari, ostie…), che sono particolarmente pallidi, hanno canini aguzzi, dormono nelle bare, possono essere uccisi solo conficcandogli un paletto nel cuore e tagliandogli la testa. Il romanzo di Stoker non fa che raccogliere precedenti credenze sui non-morti, sui vampiri, su esseri che si nutrivano di sangue umano. I vampiri di Stoker, a differenza di alcune recenti riproduzioni cinematografiche, non hanno nulla di romantico. Sono esseri privi della grazia divina, essere freddi ed insensibili, desiderosi solo di nutrirsi del sangue di esseri umani, per poi trasformarli a loro volta in vampiri. Stoker non fa altro che riproporre l’atavica lotta tra bene e male. Da una parte Dracula e i suoi accoliti, insensibili e malefici, dall’altra Van Helsing e i sui compagni, che grazie alla fede nella scienza o in Dio riescono a ristabilire l’armonia. Nell’opera si percepiscono alcuni temi che caratterizzano la società inglese di fine ottocento, in particolare il rapporto tra scienza e fede e il ruolo della donna. Mina, in particolare, pur essendo presentata come una giovane donna desiderosa di essere solo una buona moglie, manifesta chiaramente i tratti di un nuova generazione di donne impazienti di dire la propria e di dimostrare le proprie capacità, soprattutto intellettuali. Tutti gli uomini che la circondano, del resto, non sono intimiditi dalle sue capacità cognitive, ma le apprezzano e le elogiano. Non mancano, però, alcuni riferimenti alla maggiore debolezza o sensibilità delle donne. Le donne, quindi, pur se descritte in modo positivo ed in minima parte emancipatorio, sono più che altro immaginate come sagge matrone, necessitanti comunque delle cavalleresche attenzioni degli uomini. Stoker manifesta, inoltre, una certa fiducia nei successi della scienza, ma non manca di evidenziare che in questo progresso si siano perse alcune antiche conoscenze, frettolosamente classificate some superstizioni. Non è un caso che il più esplicitamente credente del gruppo è il più anziano, Van Helsing, che proprio grazie agli strumenti della religione (crocifisso d’oro ed ostie consacrate) riuscirà a fermare Dracula. Gli altri personaggi, tutti affermati professionisti, presentano una fede, fatta forse eccezione di Mina, più tradizionale, quella di chi vive il rapporto con la religione come un’eredità morale dei padri e in quanto tale da rispettare, soprattutto a cui appigliarsi contro nemici soprannaturali come i vampiri. L’opera, che è una pietra miliare del filone gotico, è meno filosofica e complessa del precedente Frankenstein della Shelley. Quest’ultimo infatti cerca di approfondire il ruolo della scienza e della tecnica ed i limiti morali delle stesse. Il romanzo di Stoker, invece, risulta più “borghese”. Sembra un inno alla famiglia tradizionale, alla religione, alla società rispettosa delle regole, dove ad essere decisivi sono la buona educazione, il rispetto dei ruoli, ma anche valori come l’amicizia, l’amore coniugale, l’abnegazione sul lavoro, il valore in battaglia. Non si ritrovano le lotte per le conquiste sociali, che pure caratterizzarono la fine dell’Ottocento, e c’è solo qualche piccolo riferimento alle battaglie delle suffragiste. Non manca del resto qualche stereotipo nella descrizione di altri popoli, come gli ebrei o i rumeni. Il romanzo nel suo complesso risulta, però, decisamente avvincente. La scelta dello stile diaristico non sempre convince, ma comunque permette di dare una qualche vivacità al tutto. La cosa singolare è che il romanzo sia intitolato ad un personaggio, Dracula, che appare però molto poco. La sua principale apparizione la si ha nel primo capitolo, poi la scena è interamente occupata dagli eventi che riguardano i suoi avversari. Da un certo punto di vista Dracula assume le caratteristiche tipiche del male, che sono proprie anche della malattia: non lo si vede, ne si colgono solo i mefitici e drammatici effetti, spesso colti troppo tardi. Da un certo punto di vista l’opera può essere vista come un invito alla vigilanza morale, che necessita però della collaborazione di tutti. Da soli non si riesce a scorgere il male ed a vincerlo. È in fin dei conti un romanzo sulla forza dell’amicizia e della collaborazione.

(Recensione a cura di Raffaele)


VALUTAZIONE



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