lunedì 1 agosto 2016

ANTEPRIMA!!! Recensione "Le stelle di srebrenica" di Daniela Quadri!!!

Delicato ma allo stesso tempo accattivante
è il romanzo di Daniela Quadri
"Le stelle di srebrenica"
la parola alla nostra new entry Tata!!!


Titolo: Le stelle di Srebrenica
Autore: Daniela Quadri
Editore: Edizioni Leucotea
Genere: Thriller
Formato: Cartaceo
Prezzo: 14,99 €
Formato: Ebook
Prezzo: 5,99 €
Pagine: 228
Data di uscita: Novembre 2015

Trama

Con “Le stelle di Srebrenica” la centralità della donna è inserita in un contesto corale e drammatico, quello del conflitto della Bosnia-Herzegovina.  Un protagonismo femminile fatto di solidarietà quotidiana, per superare le difficoltà di una diversità cromosomica, come quella di Nadia per esempio, la figlia affetta da sindrome di Down di Elma, o di sopravvivenza, per dimenticare gli orrori di una guerra che le donne hanno vissuto in prima persona.  Vittime di stupri di massa, usate come strumento per cancellare un’intera etnia, le donne hanno pagato un prezzo enorme, ma non hanno dimenticato.
L’amicizia tra Elma, profuga bosniaca e Marta, giornalista free-lance brianzola, è l’unica via di riscatto e di speranza per un futuro migliore.
La donna, in tutte le sue sfaccettature e rappresentazioni, madre, figlia, giovane, anziana, vittima e combattente, è la vera protagonista de “Le stelle di Srebrenica”.


RECENSIONE

 Ho iniziato questo libro con un po’ di scetticismo, la trama non mi ha colpito a primo impatto ma mi sono ricreduta pagina dopo pagina. Questo romanzo racchiude in sé tanti spunti di riflessione. 
Non particolarmente accattivante sotto il punto di vista dello stile narrativo, è pero di forte impatto per ciò che concerne i suoi contenuti. La storia, semplice ma delicata, tra le righe fa riflettere su una serie di argomenti di forte attualità: dalla violenza sulle donne al fanatismo razziale, dalla crudeltà della guerra alla diffidenza per il diverso.
 Marta è una giornalista, donna in carriera e dalla forte personalità, che vive un’esistenza semplice scandita dal lavoro, dalla sua passione per il giardinaggio e per il suo coinquilino felino Dakota. 
I rapporti con la sua famiglia sono freddi fatta eccezione per Marco, il figlio della sorella Tilde, per cui nutre un profondo affetto e che spesso la madre lascia da lei nei weekend di pseudo-lavoro che passa col marito borioso. 
Toccante è la situazione della fragile madre, alloggiata in una casa di cure e affetta dall’Alzheimer, per cui Marta prova un profondo senso di colpa ogni qualvolta la va a trovare. 
Nostalgici i flashback sul loro passato e i ricordi d’infanzia. 
Nella sua vita ruotano poi un capo pressante, Matteo detto Rospetto; l’“amico” poliziotto Tony detto Nardone, sua fonte principale di notizie locali; un aitante maestro di nuoto che le fa il filo e una serie di amiche lontane ma vicine a cui è legata dai tempi della scuola. 
In questa sua esistenza irrompono Elma e Nadia, madre e figlia. 
Il loro incontro è legato alla stesura di un articolo ed a uno scoop a cui Marta fa il filo.
 Elma è l’ex moglie di Tarik, pericoloso criminale bosniaco che intrallazza nel hinterland monzese, ricercato ed esponente di spicco della malavita locale. 
Scoprire i suoi traffici sarebbe lo scoop che Marta attende da sempre per dare una svolta alla sua carriera, perciò le tenterà tutte pur di avvicinare Elma ed estorcerlre informazioni importanti sulla vita del marito.
 Non troverà informazioni per il suo articolo ma una sincera amicizia che le legherà tantissimo e che le porterà a condividere fatti ed episodi del passato molto toccanti.
 Colpisce al cuore il legame che Marta instaurerà anche con Nadia, bimba affetta dalla sindrome di Down che le colorerà presto l’esistenza grazie al suo affetto incondizionato e quotidiano.
 “Quegli occhi la stavano cercando, insistentemente. Ma non per osservarla e scrutarla. Era come se le stessero lanciando un messaggio doloroso. Una disperata richiesta d’aiuto”. 
Marta accoglierà questa richiesta d’aiuto e grazie al suo lavoro darà voce al CSD, un comitato di volontari che riunisce genitori e famigliari di persone con la sindrome di Down. 
 “La diversità è negli occhi di chi guarda”, questo l’insegnamento che Marta riceverà dalla piccola Nadia.
 Emozionanti sono poi i passi del libro che narrano le vicende del passato, che motivano anche il titolo del romanzo, legate alle atrocità della guerra civile Jugoslava e alla brutale storia delle stelle di Srebrenica, donne trucidate durante la guerriglia, a cui Marta tenterà di rendere giustizia, indagando sui fatti e denunciando i retroscena con un reportage. 
 “La guerra annulla tutte le differenze tra gli uomini, nel bene e nel male e fa emergere l’istinto primario di fare gruppo per sopravvivere, per unire le forze e farsi coraggio nel combattere la paura della morte, che qui è così vicina da poterne sentire il fiato greve e soffocante”
 La tragedia di Srebrenica segna la vita di Elma. È in quell’occasione che perde madre e fratello, violentati e trucidati crudelmente, e conosce Tarik, l’uomo che credeva l’amore della sua vita e che invece si trasforma nel suo incubo più grande, da cui fuggire. Tra presente e passato le due donne protagoniste del romanzo scopriranno qualcos’altro che le legherà e che cambierà la loro vita, che vi invito a scoprire leggendo questo libro. Ho già detto fin troppo… Consiglio questo romanzo a chi cerca una storia delicata, profonda e intrisa di quella solidarietà femminile rara oggigiorno. 
“Perché le tenebre sono dentro ciascuno di noi, quando chiudiamo gli occhi, quando fingiamo di non vedere, quando lasciamo fare, quando silenziosamente acconsentiamo”. 
Buona lettura!

(Recensione a cura di Tata)


VALUTAZIONE


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