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venerdì 17 giugno 2016

ANTEPRIMA! Recensione "Roma Caput Mundi. L'ultimo Cesare" di Andrea Frediani!!!

Oggi pensiamo anche voi amichette amanti della storia...
quindi qui per voi il nuovissimo romanzo di Andrea Frediani
in uscita il 26 Maggio per Newton Compton che il nostro unico ometto ha deciso di recensire per voi!!!


Titolo: Roma Caput Mundi. L'ultimo Cesare
Autore: Andrea Frediani
Editore: Newton Compton
Genere: Romanzo Storico
Formato: Cartaceo
Prezzo: 9,90 €
Formato: Ebook
Prezzo: 4,99 €
Pagine: 432
Data di uscita: 26 Maggio 2016

Trama



L’impero è ormai diviso tra due soli imperatori: Costantino in Occidente, suo cognato Licinio in Oriente.
Il loro accordo, però, è molto precario, la diffidenza e l’odio reciproco fortissimi. L’inevitabile rottura tra loro non potrà che condurre a una nuova sanguinosa guerra civile, che consacrerà Costantino padrone assoluto dell’impero. Ma in seno alla sua stessa famiglia si consumano tragedie e intrighi che gettano una luce sinistra sulla sua figura, mentre cresce la fama del suo più tenace avversario, l’ex pretoriano Sesto Martiniano, che non si rassegna ad ammainare la bandiera della tradizione di fronte all’avanzata del Cristianesimo e dei barbari. Battaglie cruente, inganni continui e tradimenti: la storia di Roma s’intreccia ancora una volta con le vite di personaggi coraggiosi, passionali, umani.



RECENSIONE

Secondo libro della saga “Roma caput mundi”. L’impero romano è orami diviso tra due imperatori, Costantino in occidente e Licinio in oriente. I due uomini si pongono quali rappresentati di due distinte e contrapposizioni visioni politiche. Costantino immagina un impero la cui capitale sia spostata da Roma a Bisanzio, luogo più adatto per guidare un eventuale allargamento verso est. Un impero che sappia fondere la cultura romana con le nuove forze rappresentate dai barbari e dalla religione cristiana. Siamo nel IV secolo, quando, proprio grazie a Costantino i cristiani, dopo secoli di persecuzioni, hanno cominciato a poter liberamente professare la propria fede. I barbari sono ben più avvezzi dei romani alla guerra e desiderosi di distinguersi in battaglia. Licinio, invece, avversa la presenza dei barbari nell’esercito e nell’amministrazione e considera i cristiani, appena tollerati, un vulnus nella millenaria cultura di Roma, poiché ne minerebbero tutta la tradizione. Costantino cerca, quindi, una scusa per poter attaccare Licinio e poter così divenire unico imperatore. Trova l’occasione dello scontro nella morte di Bassiano, che è alla guida della regione Illirica, morte della quale accusa persone vicine a Licinio. Tra questi vi è Sesto Martiniano, ex pretoriano, grande sostenitore della tradizione romana. Svolgono un ruolo importante in questa contesa anche altre figure come Osio, vescovo e consigliere di Costantino, Elena, madre di quest’ultimo, e Minervina, moglie di Sesto, ma in precedenza concubina di Costantino, al quale ha dato un figlio, Crispo, e prima ancora moglie di Osio. Minervina, a differenza di Sesto, è una cristiana praticante, desiderosa di crescere i propri figli secondo i dettami della nuova religione. Proprio la fede vissuta dalla donna in modo molto radicale, la allontanerà gradualmente da Sesto Martiniano. Un ruolo non secondario svolgono nel racconto anche Flavia, moglie di Costantino, poi amante di Crispo, e Costanza, moglie di Licinio, poi amante di Sesto. Costantino sarà costretto ad ingaggiare battaglia più volte contro Licinio, ma grazie alla sua capacità militare, all’astuzia di Osio e al sostegno di Crispo riuscirà ad avere la meglio sull’avversario, che pur affidatosi al competente e valoroso Sesto, non ne seguirà sempre i consigli a causa dell’influenza del cesare Senecione. La vittoria politica e militare di Costantino non coinciderà però con un successo dal punto di vista umano. Alla fine dello scontro Costantino dovrà fare i conti con se stesso e con una visione del potere pienamente totalizzante. Scoperta la relazione tra Crispo e Flavia li farà uccidere entrambi, tradirà la fiducia che Costanza, sua sorellastra, aveva posto in lui, non riuscirà a far venir meno la stima che il popolo, soprattutto i politeisti, aveva nei confronti di Sesto Martiniano, che, seppur messo ai ceppi riuscirà, grazie alla fedeltà dimostrata a Licinio e ai valori tradizionali, a ristagliare come l’unica figura indomita e coerente.
Libro adattissimo agli amanti della storia, in particolare di quella antica. L’Autore ha compiuto un’accurata indagine storica e se ne vedono gli esiti. Certo, in alcuni punti i protagonisti sembrano porsi dei dubbi o fare ragionamenti molto moderni. A parte questo, però, il libro permette di immergersi completamente nella Roma del IV secolo dopo Cristo. Sono brillantemente descritte le diverse strategie politiche di Costantino e di Licinio, come anche le motivazioni che portarono Costantino a dare sempre più spazio e visibilità ai cristiani. Alcune figure, pensiamo a Osio e Elena, entrambe canonizzate sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa, sono forse descritte in modo non sempre aderente al dato storico. Questo, però, è funzionale a rendere il racconto più articolato e più avvincente. L’Autore descrive benissimo quanto i dissidi politici non siamo semplicemente tali, quanto il IV secolo fosse un’epoca di passaggio, che chiedeva a tutti, non solo agli imperatori, di schierarsi, scegliendo tra la vecchia Roma, con le sue tradizioni e il suo politeismo, e quella nuova, con i cristiani e i barbari che dovevano svolgere un ruolo di primo piano. Anche la storia d’amore tra Sesto Martiniano e Minervina si dipana tutta su quest’asse, sulla capacità, cioè, di entrambi di comprendere quanto la nuova fede potesse o meno stravolgere gli equilibri tradizionali. L’Autore mostra una grande conoscenza delle guerre e della battaglie antiche. Il racconto delle stesse non è, però, mai noioso o per gli addetti ai lavori. Il romanzo risulta infatti ben equilibrato. Guerre, strategie politiche, disquisizioni teologiche e filosofiche, storie d’amore, gelosie sono tutti ingredienti che contribuiscono bene all’equilibrio complessivo e alla riuscita del romanzo.

(Recensione a cura di Raffaele)

VALUTAZIONE

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