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martedì 26 aprile 2016

Recensione "L'altra faccia di un ricordo oscuro" di Yi Kyunyong edito da Giunti!!!

E' ora di pranzo piccoli topini da biblioteca
e cosa c'è di meglio che gustarsi un buon piatto insieme ad una delle nostre recensioni?
Nulla vero?
E allora Raffi vi tiene compagnia con un romanzo in stile "retrò" di cui vi avevamo parlato solo qualche giorno fa...



Titolo: L'altra faccia di un ricordo oscuro
Autore: Yi Kyunyong 
Editore: Giunti
Genere: Romanzo di Narrativa
Formato: Cartaceo
Prezzo: 2,58 €
Pagine: 128
Data di uscita: 01 Gennaio 1993

Trama

Non esiste tragedia collettiva che dopo la sua esplosione non lasci ricadere per anni e anni il suo velenoso pulviscolo di sofferenza e di dolore su coloro cha hanno avuto la malasorte di trovarsi alla sua portata.

In quella parte della Nazione coreana che oggi si chiama Corea del Sud, un anonimo impiegato ha smarrito durante una sbronza una borsa colma di documenti importanti. Parte allora alla sua ricerca, ricostruisce a uno a uno i propri passi svaniti tra i fumi dell'alcool e a poco a poco ritrova i brandelli di un passato che l'immane tragedia nazionale della guerra di Corea ha concellato fino ad ora e spezzato per sempre...
Con la tensione e i colpi di scena di un 'thriller', una riflessione intensamente poetica sugli effetti più profondi delle violenze collettive che gli uomini non cessano di inscenare in giro per il mondo.


RECENSIONE

Un libro breve, poco più di cento pagine. Racconta di un uomo che si ritrova una domenica mattina in una pensione e non ricorda, a causa dell'ubriacatura del sabato sera, cosa abbia fatto il giorno precedente. Si ritrova a conversare con la proprietaria della pensione che gli dice che la sera prima era arrivato in pensione dopo essere sceso da un taxi ed aver litigato con l'autista. 
Ricorda finalmente che aveva con se una cartella con alcuni documenti importanti e si mette subito a cercarla, sperando di rammentare tutte le tappe della sera precedente. 
Senza quei documenti l'impresa per la quale lavora avrebbe perso un importante finanziamento. 
Il protagonista contatta un amico con cui ricorda di aver frequentato alcuni bar, poi una donna che la proprietaria della pensione gli rileva essere stata con lui la sera precedente. 
Ciò che colpisce più di tutto il protagonista è il fatto di essersi ritrovato in un quartiere nel quale non conosce nessuno, se non qualche collega di università. 
Un po' alla volta, anche grazie ai colloqui con la donna della sera prima, il protagonista comincia a comprendere cosa l'ha condotto fin lì e soprattutto cosa l'ha spinto negli ultimi anni a trascorrere quasi tutti i sabato sera in locali a birre copiosamente. Riemergono i suoi ricordi d'infanzia, la perdita dei genitori, il ritrovarsi in un orfanotrofio, una bambina che lui identifica come la sorella alla quale era molto legato, ma dalla quale ben presto venne separato, le poche storie d'amore, la solitudine e l'impegno distaccato nel lavoro. 
Da un evento semplice l'Autore parte per descrive con poche ed incisive pennellate la vita quotidiana di tanti abitanti di Seoul, soprattutto della generazione nata negli anni '50 del secolo scorso, vittima della guerra e poi della società individualista e stacanovista dei decenni successivi.
 In tutto il breve racconto non viene mai citato il nome del protagonista. La scelta aiuta ancora di più ad identificare il protagonista con un'intera generazione, perduta, isolata, sola. 
Non mancano, del resto, riflessioni sul fatto che la città di Seul sia cambiata così repentinamente e così tante volte da aver perso quasi una identità, una fisionomia precisa. Come i suoi abitanti non la si può quasi più riconosce. 
Tutto è nuovo e desolato allo stesso tempo. Un piccolo libro che aiuta a riflettere, che ci aiuta a riflettere su quanto l'essere umano ha bisogno di legami, di calore, di relazioni umane. 
Un piccolo gioiello che aiuta, soprattutto agli amanti dell'Oriente, a comprendere come spesso dietro il successo economico di alcuni popoli si nasconda anche molta solitudine.

(Recensione a cura di Raffaele)


VALUTAZIONE


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