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martedì 1 marzo 2016

ANTEPRIMA! Recensione "99 Giorni" di K.A. Tucker edito da Newton Compton!!!

Eccoci di nuovo qui...
avete finito di pranzare?
Si?
Allora vi teniamo compagnia e la nostra Angy
ci parlerà di questo fantastico romanzo 
che l'ha emozionata e rapita totalmente...


Titolo: 99 Giorni
Autore: K.A. Tucker
Editore: Newton Compton
Genere: Romance
Formato: Cartaceo
Prezzo: 9,90€
Formato: Ebook
Prezzo: 4,99 €
Pagine: 384
Data di uscita: 25 Febbraio 2016

Trama

Abbandonata nella campagna dell’Oregon, dove la credono morta, una giovane donna sfida ogni previsione e sopravvive, ma quando si sveglia non ha alcuna idea di chi sia, o di cosa le sia successo. La donna si dà il nome di Acqua, per un piccolo tatuaggio che scopre sul suo corpo, il solo indizio di un passato che non ricorda. Accolta da Ginny Fitzgerald, una signora irascibile ma gentile che vive in una fattoria, Acqua comincia lentamente a ricostruire la propria vita. Ma mentre cerca di rimetterne insieme i frammenti, altre domande si fanno strada nella sua mente: chi è il vicino di casa che in silenzio lavora sotto il cofano della sua Barracuda? Perché Ginny non gli fa mettere piede nella sua proprietà? E perché Acqua sente di conoscerlo? Jesse Welles non sa quanto tempo ci vorrà prima che la memoria di Acqua riaffiori. Per il suo bene, Jesse spera che non accada mai. Per questo cerca di tenersi alla larga da lei. Perché avvicinarsi troppo potrebbe far riemergere cose che è meglio lasciare sepolte. Ma si sa, l’acqua trova sempre una strada per tornare in superficie…

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RECENSIONE

Acqua viene ritrovata in una campagna dell’Oregon, in fin di vita. Riesce a sopravvivere grazie all’intervento tempestivo di Jesse che non era lì per caso e soprattutto non è uno sconosciuto. Sconosciuto perché, quando Acqua riprende conoscenza, in ospedale, non ricorda nulla non solo di ciò che le è successo ma di buona parte della sua vita. E forse è anche un bene viste le condizioni in cui versa: una cicatrice in pieno volto che cercherà di nascondere senza riuscirci, percosse in varie parti del corpo. Ricomincerà a vivere per merito della dottoressa che l’ha operata, il marito nonché sceriffo del posto e Ginny, una donna un po’ dispotica che conosce in ospedale e che la ospiterà nella sua fattoria.
Acqua cercherà di ricostruire la sua vita ma lo shock per quello che ha subìto è così forte da impedirle di ritrovare la sua identità, come se il suo cervello si rifiutasse di tornare a una vita e a un posto che non le sono mai appartenuti. Si sceglie un nome, Acqua appunto, perché è l’unica cosa che il suo corpo le mostra: un tatuaggio che rappresenta proprio l’acqua.
Jesse, il protagonista ha un ruolo molto importante per lei sia prima che dopo la perdita di ogni sua conoscenza. È come se fosse la memoria del cuore a essere viva quando Jesse è nei paraggi perché lei si sente al sicuro anche se crede di non averlo mai visto, ne riconosce l’odore.
La storia è molto bella e carica di colpi di scena. Colpi di scena troppo importanti per un finale che, personalmente, si è rivelato frettoloso e banale rispetto a tutta la vicenda che tratta temi di notevole gravità. Contentissima dell’happy end, senza alcun dubbio, ma avrei preferito che alcuni punti venissero trattati in maniera diversa, risolti con maggiori dettagli di cui è già piena l’intera narrazione.
A parlarci sono gli stessi protagonisti ma con tempistiche diverse: lei ci racconta il suo presente, la sua nuova vita, quindi dal suo risveglio in poi. Ad alternare la sua voce c’è quella di Jesse che invece ci riporta al passato ripercorrendo le vicissitudini di ognuno e facendoci conoscere la realtà di Acqua prima del suo incidente e del modo curioso in cui si sono incontrati.
È la prima volta che mi immergo in questo tipo di narrazione e devo dire che mi è piaciuta anche perché è coerente con la perdita di memoria di lei, quindi una voce esterna alle emozioni di Acqua era necessaria.
Devo però evidenziare un grande punto a sfavore di questo libro, sempre e solo secondo la mia opinione: la traduzione, che si lascia molto a desiderare così come la punteggiatura buttata a caso e senza senso. A volte ho dovuto rileggere dei periodi per capire meglio la situazione.
La traduzione mi sembra fredda e quasi letterale, come se dei pezzi fossero stati inseriti nel google traduttore. Questo non influenza la storia, no. Ma una interpretazione più accurata sarebbe stata degna dell’impegno e del valore che l’Autrice ha impiegato nel testo originale.


(Recensione a cura di Angela)


VALUTAZIONE


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