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venerdì 18 marzo 2016

Recensione "Non Nobis Domine" di Cinzia Baldini e Simone Draghetti!!!

Buongiorno ragazzi!!!
Oggi, una delle nostre new entry,
nonché unico maschietto dello Staff,
ci parlerà di questo intrigante romanzo storico che però,
ahimè... poteva dare molto di più...
Raffi a te la parola...


Titolo: Non Nobis Domine
Autore: Cinzia Baldini -  Simone Draghetti
Editore: Linee Infinite Edizioni
Genere: Romanzo
Formato: Cartaceo
Prezzo: 15,00 €
Pagine: 404

Trama

Alexia, giovane antiquaria romana, acquista da Sotheby’s  a Londra un libro antico. Il libro si rivelerà il diario di un templare e sarà da subito oggetto delle mire di numerose organizzazioni, segrete e non. Il diario, infatti, dovrebbe contenere le indicazioni per raggiungere parte del tesoro che i Templari cercarono di nascondere prima che i vertici della propria organizzazione venissero catturati e mandati al rogo da Filippo il Bello, re di Francia. Alexia si ritrova suo malgrado a dover ricorrere alla polizia dopo che la sua casa viene svaligiata e lei stessa aggredita a causa del diario. Conoscerà, così, Fabio giovane commissario trasferitosi a Roma da Milano e tra i due nasce subito un rapporto particolarmente solido. I due, però, ben difficilmente riuscirebbero a uscire incolumi dalle attenzioni dell’Inquisizione, organizzazione cattolica segreta sconosciuta allo stesso papa, se non accorresse in loro aiuto l’Ordine dei Templari, che si scopre essere stato sciolto solo formalmente. I Templari, infatti, hanno continuato di nascosto a difendere le proprie tradizioni, oltre che un’idea di chiesa più ecumenica e sincretica, rispetto a quella intransigente ed estremista degli Inquisitori. Ben presto ad interessarsi del diario arriva anche la C.I.A., che cerca di battere sul tempo le due organizzazioni segrete. Se i due protagonisti, aiutati dai templari, riusciranno a trovare il tesoro e cosa questo sia effettivamente lo lascio scoprire agli appassionati lettori…


RECENSIONE

Il romanzo, lungo ben quattrocento pagine, sembra un aquilotto incapace di volare troppo a lungo o troppo in alto. In molte parti l’opera si rivela avvincente e coinvolgente, oltre che ben documentata. Il linguaggio in alcuni momenti risulta però troppo forbito e rischia così di far perdere ritmo alla lettura. Non aiutano infatti frasi quali:  “il cuore pompa impazzito un flusso misto di sangue, paura e adrenalina che cozza con violenza contro le pareti delle vene al pari di potenti marosi che, sferzati dalla furia del libeccio, si infrangono implacabili contro una scogliera”. Ciò detto, il libro ha il pregio di affrontare un tema molto comune nella letteratura (il ritrovamento di un libro apre una caccia al tesoro ed i protagonisti sono ostacolati da organizzazioni segrete) in modo non del tutto prevedibile. Lo stesso tesoro dei Templari non si rivela essere una semplice riedizione di quello presente in altre opere, pensiamo al “sang réal” del Codice da Vinci. Gli autori si sforzano di costruire un’opera credibile. Del resto la presenza di Templari, Inquisizione, C.I.A., come anche il riferimento a luoghi come Rennes le Chateau avrebbero potuto produrre l’effetto del già sentito, già letto. Invece non è così. Certo, il ruolo della C.I.A. nella storia è sostanzialmente marginale e poteva anche essere evitato, senza che la storia ne risentisse. Così il legame tra Alexia e Fabio si costruisce troppo facilmente, oppure un diario scritto al presente non sembra risultare molto credibile. Nel complesso, però, il romanzo si fa leggere. Spinge il lettore ad andare avanti, a cercare di capire prima dei protagonisti cosa sia il tesoro dei Templari. L’opera ne avrebbe forse guadagnato se gli Autori avessero fatto emergere il tratto di umanità di alcuni personaggi o se avessero cercato di stereotipare meno altri. Penso in particolare al cardinale capo dell’Inquisizione e al templare Paul Altaville, descritti senza sfumature, presentati eccessivamente il primo come l’angelo dannato, il secondo come il valoroso monaco guerriero. La stesura a quattro mani può aver forse impedito all’opera di sbocciare appieno oppure può averla dilatata eccessivamente. Ci sono molti spunti, episodi, personaggi solo accennati eppure molto promettenti. Si sarebbe potuto usarli per dar vita ad un’opera molto più lunga oppure eliminarli per rendere il tutto un racconto più agile e veloce. È la prima opera che i due Autori scrivono insieme, sicuramente alla prossima sapranno miscelare ancora meglio le rispettive indubbie doti.

(Recensione a cura di Raffaele)

VALUTAZIONE

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