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mercoledì 30 dicembre 2015

DOPPIA RECENSIONE "LAGGIU' MI HANNO DETTO CHE C'E' IL SOLE" DI GAYLE FORMAN EDITO DA MONDADORI!

Un libro che arriva dritto al cuore

perché tocca sin dentro la carne!!


Titolo: Laggiù mi hanno detto che c'è il sole
Autore: Gayle Forman
Editore: Mondadori
Genere: Young Adult
Formato: Cartaceo
Prezzo: 18,00 Euro
Formato: Ebook
Prezzo: 9,99 Euro
Pagine: 288
Data di uscita: 27 Ottobre 2015

Trama

"Mi rincresce informarvi che mi sono tolta la vita. Era una decisione che meditavo da tempo e di cui mi assumo tutta la responsabilità. So che vi addolorerà, e mi dispiace tanto per questo, ma dovevo porre termine alla mia sofferenza. Voi non c'entrate niente, è stata una mia scelta. Voi non avete nessuna colpa."
Questa è la lettera che Cody riceve il giorno in cui Meg, la migliore amica di sempre, si toglie la vita bevendo una bottiglia di candeggina in una squallida stanza di un motel.
Cresciute insieme, Meg e Cody erano inseparabili, non esistevano segreti tra loro, o almeno questo era quello che pensava Cody. Quando però va a recuperare le cose dell'amica nella città dove un anno prima si era trasferita per andare al college, scopre che c'è tutta una parte della vita di Meg da cui lei era stata esclusa: i coinquilini, gli amici del college e Ben. Il ragazzo con la chitarra, un sorriso strafottente e tanti, troppi lati oscuri. E poi c'è un file criptato sul computer dell'amica che una volta aperto sconvolgerà Cody: all'improvviso tutto quello che credeva di sapere su Meg sembrerà non avere più senso.



RECENSIONE


Cody e Meg sono le die metà di una stessa mela. Legate da un'amicizia già scritta nel libro della vita di Meg (colei che ottiene sempre quello che vuole!), le due ragazze crescono insieme come sorelle. Mentre Cody cerca di lottare e farsi amare da una madre a cui interessano solo gli uomini, la famiglia di Meg Garcia puó essere considerata "normale": due genitori che amano e rispettano i loro figli.
È grazie a loro che Cody conosce il significato dell'amore, ma spesso non basta per salvare chi non vuole essere salvato.
Divise dall'università e da qualche gelosia, la sue amiche prendono strade diverse fino all'arrivo di quella fatidica mail.
Ora Cody ha un'altra battaglia da combattere: trasformare il senso di colpa, la rabbia e la vergogna nei confronti di Meg in qualcosa di positivo, di rivalsa e di realizzazione.
Un romanzo unico che da voce ad un tema ancora troppo spesso tabù: il suicidio, il senso di vuoto e il tunnel nero della depressione.
Tra le pagine traspira la sofferenza di una ragazza appena diciottenne che non riesce a comprendere come si possa arrivare a fare il grande salto, e il dolore di una famiglia che non riesce a fermare la macchina distruttrice della depressione.
Come si dice spesso, non tutto il male viene per nuocere.
Infatti, grazie a questa brutta vicenda, entra in gioco Ben, il mago della chitarra che fa scoprire a Cody l'Amore e a Tricia il senso di essere madre.
La trama è ricca di colpi di scena e di emozioni che portano il lettore a contatto "diretto" con i personaggi. Inoltre, la correttezza formale rende la lettura fluida e piacevole. 
Un libro speciale sopratutto in questo periodo dell'anno in cui si parla di Amore e Gioia senza riconoscere che spesso si trovano nelle piccole cose.

(Recensione a cura di Marianna)


VALUTAZIONE

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Un romanzo intenso, delicato, a tratti rabbioso, poi malinconico. 
Una storia travolgente che ha fatto crollare tutte le mie difese a riguardo del tema proposto ossia il suicidio.
La narrativa irrompe in maniera decisa con una mail nella quale una ragazza, Meg, annuncia di volere togliersi la vita con un potente veleno.
 La cittadina, nelle vicinanze di Seattle, viene travolta da una tragedia del genere.
 I genitori ed il fratellino di Meg si inabissano  nel loro dolore senza sapere a chi dare la colpa per la perdita della loro amata figliola.
Cody, l’amica di Meg, comincia a capire ed a costruire l’universo contrastante e contrastato della sua cara amica. Le due ragazze si conoscono fin dall’asilo, la loro amicizia è alla luce del sole ed  il loro rapporto sembra essere una condivisione totale di pensieri e sentimenti.
 Ma la partenza di Meg a Tacoma e l’iscrizione all’Università cominciano a portare in superficie delle crepe nella vita della giovane  ragazza.
Cody, dopo la morte della sua migliore amica, si reca al campus pronta a raccogliere tutte le cose di Meg.
 E’ decisa a scoprire i pezzi mancanti del  puzzle riguardo la morte della sua cara Megan, l’amica tanto adorata.
Così riesce a conoscere Ben , una fiamma di Meg, il chitarrista dagli occhi blu, ragazzo tenebroso che non ha saputo fermare Meg dal  compiere il fatale gesto. Sempre in questi viaggi a Seattle, Cody scopre una Meg diversa, non la solita ribelle che ama andare contro corrente, ma una ragazza fragile che trova nelle conversazioni  con un misterioso gruppo online dal nome inquietante di “soluzione finale” la sua valvola di sfogo.
 Le chat della ragazza vengono decodificate da Cody con l’aiuto di un coinquilino di Meg.
Il suicidio di Megan lascia dietro di lei una scia di dolore e di interrogativi irrisolti. E anche il pretesto perché Cody entri in piena crisi d’identità. Con un padre inesistente, una madre quasi assente  che la protagonista chiama Tricia e mai con l’appellativo di “mamma”, Cody viene travolta in un vortice di emozioni. I suoi stati d’animo spaziano dall’incredulità alla rabbia totale, dalla malinconia all’abbandono, dal dolore alla passione. 
I suoi sentimenti sono scanditi dalla routine quotidiana, dal suo recarsi in biblioteca, dal suo andare a svolgere i servizi domestici per svariati clienti; tutto nella tranquilla cittadina dov’è nata.
La scoperta dei messaggi scambiati tra Meg e il suo mentore, colui che l’ha spinta al gesto estremo, porta in Cody un cambiamento di rotta del suo comportamento. 
Con un occhio vigile, Cody finalmente arriva a colui che si è preso gioco della sua amica, il confessore nell’ombra, colui che agisce e colpisce da dietro lo schermo di un computer.
Cody attraverso la morte dell’amica è costretta a fare un viaggio alla ricerca del suo assassino morale. Ma questo viaggio che parte da Seattle fino alla California è un viaggio della sua ricerca. Cody riscopre se stessa. Scopre il suo disagio, la sua sofferenza, la mancanza del padre…
In modo simbolico, il Deserto del Nevada è il deserto dentro di lei. Il deserto lasciato da una morte inspiegabile, il deserto provato da un’esistenza senza grandi gioie.
 Il suo deserto è tutto il suo passato, e Meg diventa solo lo spunto per entrare in contatto con se stessa.
Nevada come Cody.
 Due territori aridi e vasti, due immagini metaforiche e cariche di significato.
 Nel momento in cui la ragazza guarda negli occhi colui che ha aiutato Meg a “fare il grande salto”, capisce che la sua vita deve cambiare direzione.
La narrativa si svolge in prima persona e la voce narrante, Cody, fa delle incursioni nel passato, alternando ritmi molto veloci a dei passaggi più rallentati. L’occhio vigile ed analitico della scrittrice sorprende in maniera quasi clinica tutte le forme della depressione dalla sua manifestazione iniziale fino al tragico epilogo.
E’ un romanzo impeccabile sotto tutti i punti di vista.
 E’ una vera denuncia di fronte all’insofferenza e alle patologie mentali.
 E’ una storia scritta con delicatezza e amarezza, con ardore e rabbia.
 E’ un romanzo che non lascia indifferenti.
 E’ un libro che di sicuro colpisce dritto al cuore perché tocca fin dentro la carne e il messaggio di questa struggente narrativa raggiunge l’anima.
 Ben, il ragazzo che accompagna Cody nelle sue scoperte, pur essendo un personaggio secondario, è descritto in maniera molto naturale ed il suo ruolo diventa centrale.
La storia d’amore che nasce tra lui e Cody è dipinta attraverso mille sfumature e il loro rapporto è un crescendo di sentimenti.
“Nasciamo soli, moriamo soli. Comincio a vedere puntini neri davanti agli occhi. Sento il veleno che comincia a fare effetto. Sta succedendo per davvero. Ma non voglio! Mi tiro su di scatto dal letto…”
“Sentire la sua voce mi fa stare subito bene…Il senso di panico si placa. Non sono Meg che si prepara a fare il grande salto mentre la voce di uno sconosciuto le sussurra all’orecchio. Io sono viva. E non sono sola.”
Questi paragrafi hanno segnato un punto decisivo nella narrativa in quanto mettono in mostra la presa di coscienza della protagonista e la decisione di non soccombere ai dolori dell’anima e alle turbe della mente.
Un ultimo appunto me lo sento di fare in quanto l’autrice nella sua nota, alla fine del romanzo, specifica che la storia di Meg si è ispirata ad un evento realmente accaduto. Perciò dare voce alla sofferenza di coloro che non hanno più una voce è un obbligo morale.

(Recensione a cura di Mihaela)




VALUTAZIONE


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