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lunedì 5 ottobre 2015

RECENSIONE "BRAVA A LETTO" DI JENNIFER WEINER EDITO DA PIEMME!


Titolo: Brava a letto
Autore: Jennifer Weiner
Editore: Piemme 
Genere: Romanzo Femminile
Pagine: 432
Formato: Cartaceo
Prezzo: 10,90 Euro
Formato: Ebook
Prezzo: 6,99 Euro

Trama

Candace Shapiro, detta Cannie è una ragazza in gamba, lavora come giornalista presso l'Examiner di Philadelphia, ha un cane Nifkin, un bel appartamento, e anche qualche chilo di troppo che da tutta la vita la costringono a nascondersi dietro l'ironia. Cannie attraversa un momento di riflessione, infatti ha deciso di prendere una pausa da Bruce, il suo fidanzato negli ultimi tre anni, perché non crede sia l'uomo adatto a lei. Le basta poco per capire che con Bruce non c'è futuro, ed è proprio lui a darle una bella spinta, pubblicando una serie di articoli sulla loro relazione, spiattellando ai quattro venti le difficoltà sessuali per un uomo innamorato di una donna grassa come Cannie. Cannie è pronta a dare una sterzata alla sua vita e si rivolge ad un centro di controllo del peso, è certa che la sua infelicità dipenda dal grasso che si porta dietro da quando è una ragazzina. E' tutta la vita che cerca di farsi amare, di essere all'altezza delle aspettative, il passato è sempre lì, è impossibile dimenticare le parole di suo padre, un famoso chirurgo plastico, interessato esclusivamente all'aspetto estetico, mortificato dal corpo sformato della figlia, tanto da negarle un qualsiasi calore umano. La fortuna sembra girare, quando incontra Steve al parco, lui è simpatico e carino e pare interessato, peccato che a cena precisi che quello non è un appuntamento, a Cannie non rimane che scappare dall'unica persona che le abbia dimostrato un po' d'amore, Bruce, ma il momento non è dei migliori, il ragazzo ha appena perso il padre. Al funerale Cannie cerca di confortare Bruce, e inevitabilmente finiscono a letto insieme, la brutta esperienza pare averli riavvicinati. A consolare Cannie c'è il lavoro, e quando le si presenta l'occasione di intervistare la famosa Maxi Ryder, attrice emergente di Hollywood, l'afferra al volo, precipitandosi a New York, ma la sua lingua lunga la mette nei guai e l'intervista salta, ma fortunatamente complice un bagno poco affollato dove anche Maxi si nasconde, Cannie stringe un impensabile amicizia con la star, girovagando per New York fino a notte fonda. Le due hanno molto in comune, primo tra tutto il cuore infranto, e quando Maxi le suggerisce di chiamare Bruce per dirle quello che prova, le tequila parlano per lei, quello che scopre è ovvio, Bruce si sta consolando con qualcuna altra. Questa volta è davvero finita, Cannie non ha più nulla da perdere, non le rimane che provare almeno a coronare il suo sogno, trovare qualcuno che legga la sua sceneggiatura “Stregata da una stella”, e chi meglio di una star hollywoodiana per tentare il tutto per tutto. I piani di Cannie saltano letteralmente in aria, appena la clinica del controllo del peso, e precisamente il dottor K, Peter, le comunica che è stata esclusa dal programma, non le va una giusta e questo è solo l'inizio...



RECENSIONE

La crocerossina Cannie, è una ragazza qualsiasi, né troppo interessante, né troppo banale, un ibrido senza spessore, ossessionata dal proprio peso, condizionata dall'abbandono, e dalle scelte sessuali della madre, invischiata con un “uomo” se così si può definire - un tizio che non ama l'acqua né deodoranti, con una ghianda pelosa al posto del pene, inetto, inconcludente, bruttino e vigliacco- di cui inizialmente in un barlume di lucidità e dignità personale si libera, ma da cui torna con la coda tra le gambe, stile “non ho una vita se non ho un fidanzato”, rilegando le cosiddette donne “grasse” in una sfera di disturbo bipolare, alla ricerca non di un una persona che le ami per quello che realmente sono, come Cannie -una brillante scrittrice, una giornalista affermata, una brava ragazza, indipendente e simpatica- ma esclusivamente per la taglia dei Jeans, in una inversione proporzionale demoniaca, più è grande la taglia più bassa deve essere la pretesa del maschio con cui accompagnarsi. La trama nel complesso appare nettamente discordante in varie parti del libro, sembra scritta a più mani, un assemblaggio di idee che rendono il tutto surreale, finto e poco probabile. Nell'ultima parte della storia, dopo la parentesi drammatica alla Forrest Gump, il romanzo si incanala nel solito happy end, sfociando in una accozzaglia di congetture degne della solita americanata, e qui che si spiega il successo oltre oceano, e del prossimo film o serie basata sulle vicissitudini della grassottella Cannie, vittima del mancato amore, della discriminazione sociale per i dolci che rigurgita, ma a cui il destino sorride comunque, accettandosi così come è, come la moda suggerisce all'opinione pubblica tramite le curve curry delle modelle. Un insulto per le donne di qualsiasi peso, un elogio all'apparenza, che non suscita nessun emozione, nessun sentimento, altra all'istinto fatale di chiudere il libro davanti ad un romanzo preparato a tavolino, per diventare una macchina di soldi.

(Recensione a cura di Maria)


VALUTAZIONE


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