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venerdì 25 settembre 2015

RECENSIONE "SO CHE CI SEI" DI ELISA GIOIA!

Titolo: So che ci sei
Autore: Elisa Gioia
Editore: Piemme
Genere: Romance
Pagine: 406
Formato: Cartaceo 
Prezzo: 18,50 Euro
Formato: Ebook
Prezzo: 9,99 Euro
Stelline su 4: * * * *

Trama

C’è qualcosa di peggio che essere tradita e mollata dal ragazzo con cui pensavi di passare tutta la vita. Ed è vederlo online su WhatsApp, per tutta la notte, e sapere che non sta scrivendo a te, non sta pensando a te, ma a qualcun altro.
È proprio quello che capita a Gioia al suo ritorno da Londra, dopo aver passato mesi facendo di tutto per tornare da Matteo, cantante di un gruppo rock che sembrava irraggiungibile e invece quattro anni prima era diventato il suo ragazzo. Peccato che ad aspettarla all’aeroporto, al posto di Matteo, ci sia il padre di Gioia, l’aria affranta e un foglio A4 tra le mani, con la magra e codarda spiegazione del ragazzo che non ha neanche avuto il coraggio di lasciarla guardandola negli occhi.
Dopo mesi di clausura, chili di gelato e un rapporto privilegiatissimo col suo piumone, però, Gioia si fa convincere a passare un weekend con le sue migliori amiche a Barcellona. Non c’è niente di meglio di un viaggio, qualche serata alcolica e un po’ di chiacchiere tra donne per riparare un cuore infranto.
Se poi a questo si aggiunge un incontro del tutto inaspettato con un uomo che pare spuntato direttamente dalla copertina di un magazine di successo, la possibilità di ricominciare pare ancora più vicina.
E, soprattutto, la consapevolezza che l’amore vero non ha bisogno di “ultimi accessi” di status o faccine sorridenti. È tutto da vivere, là fuori, a telefoni rigorosamente spenti.

RECENSIONE
Sono molto combattuta  all’idea di scrivere la mia recensione in quanto questo romanzo costituisce un paradosso per il mio modo di filtrare la narrativa.
Mi trovo di fronte ad un testo scorrevole, di impatto immediato ma che non suscita in me una certa attenzione. Però devo partire dalla trama.
Gioia, giovane ragazza rientra da Londra e al suo ritorno all’aeroporto ritrova suo padre ad aspettarla al posto del suo storico e consolidato amore, Matteo, rockettaro e star nascente della musica . Attraverso whatsapp  Gioia scopre il tradimento di Matteo…
Come nella serie “Sex and the City”, Gioia fa parte di un gruppo di quattro ragazze. Ci sono sempre al suo fianco la sempre disinibita Bea, la seria Ludo e la sorella Melly. Gioia lavora in un’agenzia di marketing e comunicazione, alle dipendenze di Sabrina, descritta come la bastarda di turno.
Il gruppo di amiche parte per Barcellona. Le ragazze sono intente a far dimenticare a Gioia il suo rapporto disastroso ed i mesi di clausura dopo la fine di quella relazione. Così a Barcellona tra fiumi di alcol, Gioia, si imbatte fortuitamente in Christian Kelly , il fusto del mondo internazionale, il bello ed irraggiungibile presidente di una famosissima casa discografica.Tra i due nasce una forte intesa a livello di attrazione, di giochi e di provocazioni…
Da quel momento in poi  si scopre che Christian è il nipote della direttrice di Gioia. Christian e Gioia  tra baci, tira e molla, avvicinamenti pericolosi stipulano un patto dai termini ben precisi; Gioia deve riconquistare Matteo fingendo di essere la fidanzata di Christian. Entrano in gioco i sentimenti di gelosia dei due personaggi maschili in un susseguirsi di situazioni quasi surreali. Tutto viene condito dallo scolare di quantità smisurate di birra, drinks and shots. Tra fiumi di alcol scorre la vita notturna delle amiche; un ritratto della gioventù bruciata troppo accentuato. Matteo si pente della sua scelta; Christian seduce ed abbandona Gioia. Lei rimane sconvolta non ancora guarita dalla malattia chiamata amore.
La scelta di un linguaggio basato sui vocaboli ripetitivi: ”sorriso illegale” sarà stato usato almeno … (ho perso il conto); poi le  parolacce “ merda”,” cazzo” “stronzo”… impoveriscono lo stile dell’autrice. Capisco e giustifico l’utilizzo delle parolacce in un testo dove c’è ribellione , disappunto contro una vera crisi esistenziale. Nel contesto sopracitato penso sia superflua tale scelta lessicale.
Ma devo riconoscere pure un merito allo scritto di Elisa Gioia. Ho scoperto un’ autrice molto intensa nello esprimere  la sofferenza  e gli stati d’animo della sua eroina. Mi rimane in mente un’immagine descritta dall’ espressione: ”mi grattai il cuore…”. Un’espressione d’impatto, di vera sofferenza in quanto rivela in modo nudo e crudo il dolore della protagonista. L’io narrante in questi momenti viene fuori con molta delicatezza.
Non  è l’unico passaggio che ho apprezzato; dopo la partenza di Christian Kelly , Gioia vive uno stato di ansia, di panico, reso molto reale grazie a delle espressioni verbali particolarmente azzeccate.
Prediligo l’intensità di tali descrizioni ai dialoghi un po’ forzati di un’ ironia studiata e quasi scontata.
Lo stile della narrazione lascia  dei margini di miglioramento. Il finale del romanzo soddisfa le mie aspettative. Non è un finale deludente, è un finale in linea con le scelte di Gioia , con le sue maledette paure. Mi auguro che il seguito del romanzo faccia risaltare le emozioni dell’eroina.
L’introduzione di elementi che fanno riferimento ai brani musicali attuali, ai film, alle serie tv , da quel tocco di leggerezza alla narrativa. Ribadisco ulteriormente il mio tentennamento  perché preferisco una Gioia assalita dai dubbi, rannicchiata su se stessa in preda alle sue insicurezze  ad una Gioia ubriaca ed in preda alle confidenze .
Non saprei che voto assegnare, non per paura di dare un giudizio, ma, perché , a mio avviso, ci sono note contrastanti. Ecco. Do tre vermicelli ai dialoghi e allo stile; assegno quattro vermicelli ai passaggi narrativi intensi ed introspettivi. Peccato che ce ne siano stati pochi.
Mi piacerebbe che nei futuri lavori dell’autrice potesse spiccare di più la sua natura introspettiva per mettere in risalto le sue capacità stilistiche.  
Concludo con queste frasi: “Mi ero aggrappata al rancore e me l’ero avvolto addosso come una coperta”.
“Christian era entrato nella mia vita come un uragano, lasciando al suo passaggio una scia di ricordi. Indelebili come un tatuaggio. Scolpiti nel cuore. E stava chiedendo a quel cuore di guarire”…
Questa è Elisa Gioia che preferisco. Quella che racconta in modo metaforico i suoi più intimi sentimenti, sottovoce, pacatamente e dolcemente. Perché riesce a catturare e a descrivere l’intensità delle emozioni con molta consapevolezza.

(Recensione a cura di Mihaela)



VOTO VERMICELLI