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martedì 15 settembre 2015

RECENSIONE "PETITE" DI GENEVIEVE BRISAC EDITO DA PIEMME!

Titolo: Petite
Autore: Geneviève Brisac
Editore: Piemme
Genere: Young Adult
Formato: Cartaceo 
Prezzo: 15,00 Euro
Formato: Ebook 
Prezzo: 6,99 Euro
Stelline su 5: * * * * * 

Trama

Nouk ha solo tredici anni, ma pensa di essere già cresciuta troppo. Vuole rimanere piccola come le sue sorelle, belle e bionde. Così decide di smettere di mangiare: niente più brioche, niente più formaggio, niente più cioccolata. Solo una caramella ogni tanto per riuscire a restare in piedi tutto il giorno e sfiancarsi di corsa e ginnastica. Nouk è malata, anche se ancora non lo sa, e questa è la sua terribile storia.


RECENSIONE

Un libro intenso dalle sfumature opache.
 E’ la storia dell’adolescente Nouk  , che a tredici anni prende la drastica decisione di non mangiare più. Non vuole più crescere, non vuole  mandare giù neanche un boccone di brioche o altro tipo di cibo che prima adorava. Prigioniera di un corpo che non ama, di una famiglia che non le parla, Nouk decide di vivere secondo le regole della sua mente e del suo corpo.
Diventa trasparente, soffre di un disturbo alimentare che la mette di fronte alle sue fragilità. Comincia a vomitare, ad inventare storie, a parlare a sproposito in un continuo e lesivo dialogo con lei stessa e con la sua famiglia. Un padre ingegnere , una madre autrice di trasmissioni radiofoniche , due figure assenti che non allacciano alcun tipo di comunicazione con la loro figliola. E’ un libro confessione che tocca i punti deboli della malattia mettendo in risalto la sofferenza che l’autrice vive .
Il punto culminante viene raggiunto nel momento in cui Nouk, la ragazza, arriva a pesare ventinove chili. Ventinove chili di ossessioni, paure ed insicurezze…
La famiglia in preda alla colpa per una situazione fuori controllo decide di ricoverare la ragazza in una clinica psichiatrica. Comincia una seconda parte intensa e drammatica, l’IO narrante viene sostituito da una voce narrante che racconta tutto in terza persona. Tant'è vero che nella stessa frase l’eroina parla sia in prima che in terza persona. Il desiderio di sdoppiarsi , di negare il passato, di non cadere negli errori di una mente malata si presenta anche nel momento della scrittura. Per questa ovvia ragione si sovrappongono situazioni, racconti, flashbacks che danno il quadro completo di una lotta che andrà avanti per molti anni.
Anche il rapporto di Nouk con le sorelle è in bilico. Nouk fornisce alla sorellina in sovrappeso  una quantità sproporzionata di cibo, alimenti calorici che vanno a peggiorare la condizione della piccola.
Il  linguaggio ricco di elementi stilistici, la scorrevolezza del racconto , le incursioni nel passato sono degli elementi a favore di un testo così drammatico.
Più che un libro per adolescenti, direi decisamente un libro per adulti!

“Peu à peu les choses deviennent visibles. Je ne sais pas pourquoi . Je ne sais pas quand ,ni comment, mes parents m’ont vue.”  “A poco a poco le cose diventano visibili. Non so perché, non so quando né come ma i miei genitori mi hanno vista.” Per me questo frammento rappresenta il momento della consapevolezza della malattia.

(Recensione a cura di Mihaela)



VOTO VERMICELLI